Elezioni Roseto, UDC: "La fuitina è riuscita..."
Nella nota si legge: "Adesso non aspettatevi che siano gli altri a bussare alla porta"
- Walter Cori
ROSETO DEGLI ABRUZZI - L’UDC ritiene che sia arrivato il momento di riportare la discussione su un terreno di chiarezza, possibilmente senza trasformare la campagna elettorale in una gara a chi rivendica il certificato di maggiore appartenenza al centrodestra.
Prendendo in prestito, con un po’ di ironia, una vecchia espressione della tradizione siciliana, potremmo dire che tra Fratelli d’Italia e SiAmo Roseto si è consumata una sorta di “fuitina politica”.
La fuitina, come sappiamo, aveva una caratteristica: prima si compiva il fatto e poi si mettevano le famiglie davanti alla situazione ormai determinata.
Ecco, senza voler scomodare troppo la tradizione popolare, la sensazione politica è esattamente questa.
Fratelli d’Italia, SiAmo Roseto e le altre liste che hanno deciso di sostenere la loro candidata Sindaca hanno compiuto una scelta assolutamente legittima. La rispettiamo. Ciascuna forza politica è libera di scegliere il proprio candidato, i propri alleati e il proprio percorso.
Ma proprio perché quella scelta è libera e legittima, altrettanto libera e legittima deve essere la posizione di UDC, Lega e Forza Italia, che quella candidatura non l’hanno mai condivisa e che non possono essere messi davanti al fatto compiuto per poi sentirsi spiegare che la porta sarebbe comunque rimasta aperta.
Perché una porta può certamente restare aperta. Ma se per mesi si chiude ogni volta che qualcuno propone una soluzione diversa da quella già individuata, diventa difficile aspettarsi che, una volta celebrata la “fuitina”, gli altri arrivino ordinatamente a bussare.
L’UDC non intende alimentare polemiche personali. Tutte le persone i cui nomi sono stati proposti in questi mesi sono degne di rispetto e pienamente legittimate a candidarsi. Il problema non è mai stato stabilire chi avesse il diritto di candidarsi. Il problema era trovare insieme la soluzione maggiormente condivisa. Quando su 5 partiti del centrodestra di Governo 3 non sono d’accordo forse si sarebbero dovuti tentare ulteriori approfondimenti.
Ed è proprio qui che, secondo noi, si è commesso l’errore.
Da molti mesi l’UDC sostiene che il percorso dovesse essere esattamente inverso: prima Roseto, poi il programma, infine il candidato.
Invece abbiamo assistito troppo a lungo a un tira e molla sui nomi: questo sì, quello no; questo rappresenta meglio la coalizione, quello rappresenta meglio il civismo. Una discussione che rischia di diventare incomprensibile per il cittadino che, molto più semplicemente, vorrebbe sapere chi e come intende affrontare i problemi che incontra ogni giorno.
Per questo l’UDC ha scelto un’altra strada.
Stiamo lavorando a un elenco concreto delle questioni che interessano Roseto e le sue frazioni e delle possibili soluzioni: viabilità, parcheggi, manutenzione, sicurezza, commercio, turismo, frazioni, servizi, giovani, anziani, famiglie, attività produttive, sviluppo urbanistico, decoro e qualità della vita.
Questa sarà la nostra bussola.
Non ci interessa partecipare a una competizione per stabilire chi sia più di destra, più di centro o più di sinistra. E, consentiteci un’ultima battuta, non siamo interessati neppure a eventuali coalizioni di “centro spaziale”.
Ci interessano Roseto e i rosetani.
Per questa ragione l’UDC non parte oggi dal nome di un candidato sindaco e non considera impossibile nessuna collocazione. Esamineremo i programmi, ascolteremo le proposte e valuteremo i candidati che saranno realmente in campo.
Guarderemo alla capacità amministrativa, all’esperienza politica, all’affidabilità e soprattutto alla disponibilità ad assumere impegni precisi sui problemi della città.
Il candidato potrà chiamarsi Mario, Francesca, Alessandra o Rosario. Non è questo che oggi ci appassiona.
Ci interessa sapere cosa intenda fare per Roseto e se abbia capacità, esperienza politica e una valida squadra per realizzarlo.
A quel punto l’UDC farà liberamente la propria scelta e, se individuerà una candidatura e un programma capaci di offrire risposte convincenti, valuterà altrettanto liberamente se sostenerli.
A Fratelli d’Italia e agli amici che hanno già compiuto la loro scelta diciamo quindi con serenità: rispettiamo la vostra decisione e chiediamo lo stesso rispetto per la nostra.
Nessuno deve sentirsi tradito perché altri non accettano un fatto compiuto. E nessuno può pretendere l’unità dopo avere deciso autonomamente quale debba essere il punto di arrivo.
Per l’UDC l’unità resta un valore importante, ma l’unità si costruisce insieme: non si annuncia in conferenza stampa e non si chiede agli altri di ratificarla dopo.
Adesso lasciamo da parte le polemiche sui nomi e cominciamo finalmente a parlare della città.
Perché Roseto non ha bisogno di una guerra tra coalizioni o tra candidati.
Ha bisogno di soluzioni.