Elezioni nel teramano, l'analisi di Brandiferri
La consigliera: "Scenario a due velocità: perfetta parità a Montorio, forti disomogeneità negli altri tre centri"
- La Redazione
TERAMO - Il 24 e 25 maggio i cittadini di quattro comuni dell’entroterra teramano - Montorio al Vomano, Isola del Gran Sasso d’Italia, Castelli e Castel Castagna - saranno chiamati alle urne per il rinnovo delle rispettive amministrazioni.
Le modalità di voto varieranno in base alla popolazione: a Montorio al Vomano, unico centro sopra i 5.000 abitanti, gli elettori potranno esprimere la doppia preferenza di genere, indicando due candidati consiglieri purché di sesso diverso. Negli altri tre comuni, al di sotto della soglia, sarà invece possibile esprimere una sola preferenza.
Complessivamente sono 9 i candidati alla carica di sindaco, di cui 3 donne e 6 uomini, pari al 33% di presenza femminile. Montorio al Vomano si conferma il contesto più avanzato anche sotto il profilo della rappresentanza: le due liste in campo, a sostegno dei candidati sindaci Fabio Altitonante e Alessia Nori, presentano una composizione perfettamente equilibrata, con il 50% di donne e il 50% di uomini.
Più disomogenea la situazione negli altri comuni. A Isola del Gran Sasso d’Italia la competizione per la carica di sindaco è interamente maschile, mentre la presenza femminile nelle liste si attesta tra il 16% e il 25%. A Castelli il quadro è variabile: accanto a una lista con oltre il 50% di donne, se ne registrano altre con percentuali decisamente più basse. A Castel Castagna, infine, è stata presentata un’unica lista con la ricandidatura della sindaca uscente Rosanna De Antoniis al terzo mandato, con una presenza femminile complessiva intorno al 30%.
“Questi dati - dichiara Monica Brandiferri, Consigliera di Parità della Provincia di Teramo - dimostrano che la presenza delle donne nella politica locale non è ancora strutturale. Accanto a esperienze virtuose, come Montorio al Vomano, persistono realtà in cui le donne sono poco presenti o del tutto assenti nei ruoli decisionali. La parità non può essere lasciata al caso o alla buona volontà dei singoli: deve diventare un obiettivo condiviso e praticato in modo sistematico. Il dato di Montorio dimostra che la parità di genere è possibile e concreta; negli altri comuni, invece, emergono ancora squilibri evidenti che richiedono un impegno più forte e consapevole”.