Eccellenza, Pontevomano via Manoni... da buoni amici
Lo avevamo anticipato alcuni giorni addietro. Il tecnico: “Diversità di vedute troppo ampia”. Il DS Tirino: “Sorpresi ma sereni. Panchina a Monaldi per adesso”
- Walter Cori
di Stefano Vecellio
TERAMO - Un fulmine a ciel sereno squarcia la quiete in casa Pontevomano proprio quando i nastri di partenza del nuovo campionato di Eccellenza sono ormai srotolati.
Dopo la storica conclusione del quadriennio guidato da Rinaldo Cifaldi, il club vomanese aveva deciso di voltare pagina e di posare le fondamenta di un ciclo del tutto nuovo, affidando il timone dell'area tecnica al binomio composto dal direttore sportivo Davide Tirino e da mister Manolo Manoni. Un’intesa nata sotto i migliori auspici ma che, dopo appena sei settimane di preparazione, si è infranta di fronte a visioni non più conciliabili sul piano strategico e concettuale.
Nessuno scontro personale, zero ruggini da spogliatoio e grandissima stima reciproca, eppure la forbice sulle prospettive di campo si è rivelata troppo ampia per proseguire insieme. Il risultato è una separazione consensuale arrivata con un tempismo che ha colto tutti di sorpresa, costringendo la società a riorganizzarsi a pochi metri dall'inizio della corsa.
A spiegare la genesi di questa sofferta decisione è lo stesso Manolo Manoni, tenendo a chiarire come la scelta sia stata dettata da coerenza professionale e non da frizioni sul budget o sul capitale umano: “È stata una decisione inaspettata ma inevitabile. Si sono verificate divergenze di vedute sul piano puramente calcistico. Umanamente ho trovato un ambiente meraviglioso, sereno, una vera famiglia composta da persone perbene e sono stato felice di lavorarvi. Ma nel lavoro occorre sintonia totale sulle idee: quando capisci che non c'è il punto d'incontro, la cosa migliore è separarsi con rispetto, prima che il rapporto umano costruito in questo mese e mezzo possa logorarsi”. Il tecnico marchigiano chiarisce inoltre la natura del nodo tattico e di mercato: “Non si tratta affatto di budget illimitati o pretese irrealizzabili. Sapevo perfettamente dove andavo e quale fosse la realtà di Pontevomano, una piazza che non parte per dominare il campionato a suon di investimenti faraonici. Il mercato si poteva fare, e si può ancora fare, puntando su ragazzi funzionali alla causa. La mia era una volontà concettuale: volevo alzare l'asticella, proporre un'idea di calcio differente rispetto alla tradizione storica del club. Non un'idea migliore o peggiore, semplicemente diversa. Quando abbiamo constatato che questa visione non poteva combaciare con le linee societarie, abbiamo scelto di comune accordo di fermarci. Lascio a denti stretti e con profondo dispiacere, perché con i ragazzi, con lo staff e con la dirigenza si era creata una bellissima alchimia. Ma il calcio richiede responsabilità, anche nelle scelte più difficili”.
Sul fronte societario, il Direttore Sportivo Davide Tirino non nasconde lo stupore per le tempistiche dell'addio, pur confermando il clima di assoluta trasparenza e cordialità in cui si è svolto il confronto risolutivo: “Trasparenza e rispetto reciproco sono stati alla base di ogni nostra parola. Non c'è stato alcun litigio: sono questioni esclusivamente di campo. La rinuncia di mister Manoni ci ha sorpresi e stupiti parecchio, soprattutto perché arrivata proprio alla vigilia dell'inizio della stagione. Ci siamo seduti attorno a un tavolo con la massima educazione e abbiamo riscontrato l'impossibilità di far combaciare le reciproche vedute tecniche”. Il DS puntualizza inoltre come il disaccordo non abbia minimamente intaccato la serenità dello spogliatoio: “Il gruppo squadra non c'entra nulla: le divergenze hanno riguardato la pianificazione a lungo termine, gli obiettivi futuri e la visione sulle prossime scelte di mercato. Ne abbiamo preso atto in maniera molto franca. Per quanto riguarda la panchina, in questo momento non abbiamo avviato contatti per un sostituto: la prima squadra è stata affidata temporaneamente a mister Monaldi, una figura del nostro ambiente di cui ci fidiamo ciecamente. Valuteremo i prossimi passi con calma e lucidità”. Con la prima di Coppa Italia archiviata con un pareggio contro la Fucense Trasacco e l'esordio in campionato imminente, per il Pontevomano si apre una corsa contro il tempo.
L'eredità del ciclo Cifaldi richiedeva già una transizione delicata, ora la dirigenza si trova costretta a riavvolgere il nastro e cercare una guida tecnica capace di integrarsi rapidamente con il gruppo e condurre i gialloneri verso la salvezza. La scelta di Monaldi assicura stabilità nell'immediato, ma i prossimi giorni saranno decisivi per capire chi prenderà stabilmente in mano le redini del nuovo corso.