Eccellenza play-off, Federico sfida all'Abruzzo

L'ex DS del Teramo e del Giulianova: “La SPAL è un mondo a parte: qui ho trovato la mia Serie A”

- La Redazione

Eccellenza play-off, Federico sfida all'Abruzzo

di Stefano Vecellio

TERAMO - Il countdown della Santegidiese per i playoff nazionali di Eccellenza è ormai agli sgoccioli. Domenica la squadra di Cappellacci affronterà la prima tappa del proprio cammino per la Serie D sul mitico prato del “Paolo Mazza”, fortino della SPAL, che nonostante la gloria del blasone passato, oggi è costretta a nascondersi sotto l'acronimo Ars et Labor Ferrara dopo il disastroso crack finanziario dell'era Tacopina. Una trasferta che sa anche un po’ di “casa” per gli abruzzesi, che ritroveranno nelle file degli estensi tanti volti noti del calcio nostrano, tra cui il direttore sportivo Sandro Federico, che dopo le tante esperienze nella nostra regione, quest’anno è approdato in Emilia per ricostruire il progetto spallino dalle fondamenta. I tifosi vibratiani l’hanno chiamata a gran voce a Città Sant’Angelo, dopo 20 giorni la SPAL è arrivata. Il destino, a volte, ama gli incroci pericolosi.

  • Direttore, partiamo dal “Mazza”. Domenica a Ferrara si accenderanno i riflettori su un palcoscenico da brividi. Che tipo di partita si aspetta e quanto peserà il fattore campo in questa prima sfida? 

"Quando si arriva agli spareggi nazionali, ogni singola partita diventa incredibilmente equilibrata e difficile. Al di là del valore dei nostri avversari, mi aspetto una gara di un'intensità pazzesca, da vivere al massimo dal primo all'ultimo minuto. Noi giochiamo in casa nostra, e sappiamo che qui c'è una spinta incredibile: il nostro pubblico ci ha trascinato per tutta la stagione e continuerà a farlo. Il Mazza deve essere il nostro fortino".

  • Riavvolgiamo un attimo il nastro della stagione. Avete vissuto qualche momento di tensione, ma il sogno Serie D è ancora nelle vostre mani. I bookmakers vi danno per favoriti: sentite questa pressione?

"Siamo partiti praticamente da zero il 10 agosto, assemblando in fretta e furia 24 ragazzi con uno staff tecnico totalmente nuovo e una categoria inedita da affrontare. Il 24 agosto eravamo già in campo per la prima gara ufficiale. Questa costruzione frettolosa all'inizio l'abbiamo subita: le avversarie, conoscendo il nostro blasone, davano il 110% contro di noi. Nei primi due mesi abbiamo pagato lo scotto lasciando per strada due o tre partite, ma poi la squadra ha capito la categoria e dal 10 novembre non abbiamo più perso. A Ferrara siamo abituati ad un manto erboso di un altro livello, ma i ragazzi hanno imparato cosa significhi vincere su campi brutti e difficili. Poi l'arrivo di mister Parlato ci ha dato una spinta decisiva: abbiamo chiuso in crescendo e oggi siamo in una condizione psicofisica ottimale".

  • Resta un pizzico di rammarico per aver mancato la promozione diretta per appena due punti? 

"Nessun rimpianto. Quando perdi un campionato per due soli punti significa che a decidere sono stati i dettagli. Abbiamo affrontato il torneo nel modo giusto, ora è inutile guardarsi indietro. Siamo pienamente consapevoli della nostra forza e dei nostri valori e sappiamo che possiamo dire la nostra anche nei playoff. Certo, partire in ritardo e dover assemblare la squadra velocemente, sono fattori che nel calcio si pagano, ma ormai guardiamo avanti".

  • Domenica ritroverà la Santegidiese e tante vecchie conoscenze. Che armi teme dei giallorossi? 

"Loro arrivano sulle ali dell'entusiasmo dopo un'ottima prestazione contro l'Angolana. Giocano bene a calcio, hanno tanta qualità e sono un avversario che merita il massimo rispetto. Come sempre, sarà il campo a decidere chi è il più forte. Da parte mia c'è anche un'enorme curiosità nel confrontare il livello dei vari campionati regionali. Cito un dato che fa riflettere, perché i numeri nel calcio non mentono mai: negli ultimi quindici anni, il calcio abruzzese ha prodotto una squadra vincitrice negli spareggi nazionali solo due o tre volte. Penso al Giulianova che è caduto due volte sul più bello, o al colpaccio del Castelnuovo della scorsa stagione, che ha spezzato un digiuno infinito. Quando superi i confini trovi club super organizzati, con tanti giovani cresciuti nei vivai di squadre di Serie A e Serie B. Domenica sarà perciò un bel test per misurare i valori delle due Eccellenze regionali”.

  • Per il secondo round tornerà in Abruzzo. C'è un pizzico di nostalgia romantica nel suo cuore da ex?

"L'Abruzzo rappresenta un bagaglio di esperienze fondamentali che porto sempre con me e che mi è servito tantissimo professionalmente. Devo dire però che in Abruzzo c'è ancora tanto da fare per migliorare sul piano delle strutture e delle organizzazioni societarie. Bisogna investire e crescere anche nei settori giovanili: ad oggi solo il Pescara riesce a lavorare bene, mentre le altre realtà sono visibilmente in difficoltà su questo aspetto. Qui a Ferrara, invece, ho trovato qualcosa di veramente speciale: il mondo SPAL è un universo a parte. Lavoriamo in un centro sportivo meraviglioso che fino al 2020 ha ospitato la massima serie. Ci sono una storia e una cultura sportiva che respiri quotidianamente. Al di l'à della categoria, qui mi sento in Serie A, ho trovato esattamente quello che cercavo. In un ambiente così puoi solo crescere e migliorare. Siamo solo all'inizio di un percorso che spero ci riporterà presto tra i professionisti".