Eccellenza, Mosciano: vuole la D e punta D'Egidio e Ferraioli (e Scognamiglio)
Elio Ciccorelli: “Abbiamo alzato l’asticella”. Chiare le ambizioni della società giallorossa
- La Redazione
di Stefano Vecellio
TERAMO - Quello che verrà non sarà un anno come tutti gli altri per il Mosciano Calcio. Nella prossima stagione, la squadra giallorossa celebrerà infatti il suo centenario: nato nel 1927, per il club del presidente Cicioni sarà un’annata storica, da vivere da protagonista in un’Eccellenza sempre più indecifrabile, con il nodo ripescaggi ancora da sciogliere. In un campionato tutto da disegnare, il DG giallorosso Elio Ciccorelli ha tracciato le linee guida dei moscianesi, tratteggiando un ritratto fatto di lungimiranza, continuità e programmazione, soprattutto sul settore giovanile e sul mercato.
- Direttore, partiamo da un grande riconoscimento: il Premio Valorizzazione Giovani. Quanta soddisfazione c'è per questo traguardo?
“È il secondo che vinciamo nel giro di tre anni. Si tratta di un dato che dimostra la continuità della nostra società nel credere in questa programmazione e in questo specifico progetto tecnico. Vincere questo premio non è un punto d'arrivo, ma uno stimolo ancora maggiore per continuare a investire nella nostra Academy e strutturarci al meglio. Al giorno d'oggi, perseguire obiettivi di sostenibilità è fondamentale per il futuro del calcio”.
- Ci sono nuove tecnologie che avete apportato in merito per la prossima stagione?
“Sì, la novità principale riguarda l'introduzione di un sistema di telecamere fisse volto a sviluppare la match analyst del settore giovanile. Grazie a questo investimento, tutti gli allenatori della nostra Academy avranno accesso diretto ai filmati per poter rivedere e analizzare nel dettaglio le partite casalinghe”.
- Essere all’avanguardia nel settore giovanile vi ha aiutato anche nella costruzione della prima squadra. Sul mercato avete saputo unire infatti una linea “green” all’esperienza. Come si è sviluppata la vostra strategia?
“Abbiamo cercato di costruire un sapiente mix. Mantenendo invariato lo stesso budget della passata stagione, l'obiettivo era quello di alzare ulteriormente l’asticella. Abbiamo puntato su elementi con un pedigree importante e d'esperienza, che avessero ancora una grande fame di vittorie, per poi andarli a integrare in un gruppo mediamente giovane. Inoltre, è stato fatto un ottimo lavoro sul pacchetto under: abbiamo programmato il futuro facendo firmare molti ragazzi del 2009 di grande prospettiva, che partiranno in ritiro con la prima squadra”.
- Con l’arrivo dei tre tenori dalla Santegidiese possiamo dire che il vostro mercato è chiuso?
“Finché non firmano (D’Egidio, Ferraioli, Scognamiglio, ndr), però, non posso dire che è ufficiale. Per il resto manca solo un portiere under come ultimo tassello, poi saremo al completo. La società è pienamente soddisfatta perché abbiamo rispettato il budget e gli input che ci erano stati dati. Sul mercato ci siamo mossi proprio per migliorare i punti deboli della passata stagione, che oggettivamente è stata molto complicata a causa dei tantissimi infortuni. Abbiamo lavorato in totale sinergia con l'allenatore per mettergli a disposizione la squadra più adatta ai suoi principi di gioco. Siamo contenti del lavoro svolto, poi sarà il campo a dare la valutazione finale”.
- Lei e mister Di Fabio formate ormai un binomio vincente e consolidato a Mosciano. Quanto conta la continuità nel calcio moderno?
“Per me la stabilità è un fattore fondamentale. Le società calcistiche sono fatte prima di tutto di persone: quando hai la fortuna di collaborare con gente leale, appassionata e professionista, dare continuità al lavoro diventa decisivo per costruire qualcosa di veramente duraturo nel tempo. Per noi questa sarà la quinta stagione insieme, a testimonianza di come siamo da sempre un gruppo unito, che non ha perso nessun pezzo e che, anzi, da quattro anni si è arricchito con la presenza del direttore sportivo Mattia Canzanese. La nostra programmazione richiedeva tempo e la società è stata brava e intelligente ad aspettare che arrivassero i frutti. Siamo convinti di poter fare un ulteriore scatto in avanti proprio nell'anno del nostro centenario”.
- Questo sarà un anno storico per il Mosciano, ma la geografia della prossima Eccellenza è ancora tutta da disegnare. Che tipo di campionato si aspetta?
“In tutta sincerità, non credo che ci sarà così tanto equilibrio. Se guardiamo al blasone, è chiaro che spiccano piazze come Avezzano e Chieti, a cui auguro di ritrovare la categoria il prima possibile, ma gli acquisti che stanno facendo le altre società dicono altro. Penso ad esempio alla Bacigalupo Vasto Marina, che sta allestendo una squadra di assoluto livello. Anche in virtù dei prossimi ripescaggi, mi aspetto una spaccatura netta nella parte centrale della classifica, perché ci sono club che stanno facendo investimenti importanti con ambizioni altissime. Il livello generale si alzerà parecchio nella prossima stagione”.
- In questo scenario, quali saranno gli obiettivi realistici della squadra?
“Per darci un obiettivo troppo specifico vogliamo prima vedere come si muoveranno definitivamente i nostri avversari. Di sicuro, però, partiamo con l'intenzione chiara di voler disputare i playoff e di arrivare più in fondo possibile in Coppa Italia”.
- Un'ultima battuta sulla gestione dello stadio: il prossimo anno il "Rodi" sarà diviso tra voi e il Notaresco. Può essere un fattore destabilizzante per l'ambiente?
“Assolutamente no. Questa decisione è stata il frutto di un preciso volere del nostro presidente, che è legato da un bellissimo rapporto con il patron del Notaresco Di Battista. Il Mosciano cerca da sempre di coltivare ottimi rapporti con tutte le realtà, specialmente quelle limitrofe. Siamo stati i primi a voler accogliere il Notaresco perché crediamo fortemente nel principio di mutualità e solidarietà tra le squadre dello stesso territorio e della provincia, un valore che purtroppo negli ultimi anni si è un po’ smarrito. Noi stessi, in passato, siamo rimasti senza campo per qualche mese e ricordo ancora con immenso piacere l’aiuto, l'ospitalità e la gentilezza ricevuta da tante società, come ad esempio il Mutignano. Accoglieremo il Notaresco e i suoi tifosi nel miglior modo possibile: sono sicuro che sarà una convivenza tranquilla e ben gestita”.