Eccellenza, l'Angolana tallona il Lanciano e ci crede
Lotta apertissima anche alla Santegidiese per la D
2026-02-10T12:32:00+01:00 - La Redazione
di Stefano Vecellio
TERAMO - Coriandoli, maschere e stelle filanti: l’Eccellenza entra nel vivo proprio mentre il Carnevale inizia a scaldare le piazze, ma lì in alto non c’è tempo per gli scherzi, con le prime tre della classe che continuano la loro “singolar tenzone” tra duelli, colpi di scena e nuove identità.
Dopo una partenza col freno a mano, il Lanciano adesso sfila con la maschera giusta e non se l’è più tolta. Sfrontatezza, verticalità e coralità sono i dogmi di Pierantoni, che ha preso una squadra timida e impacciata trasformandola nell’anima della festa: 13 vittorie nelle ultime 14 partite, il Biondi è un fortino che non conosce sconfitta dal 5 ottobre e allungo in vetta con +4 dal secondo posto e +5 dal terzo.
Se il Carnevale avesse un re, oggi porterebbe i colori rossoneri, ma se il Lanciano detta il ritmo, ci pensa l’Angolana ad alzare il volume. Miglior record del campionato con 21 risultati utili consecutivi e miglior attacco con 60 gol: due statistiche che rendono bene l’idea di quanto sia esplosiva la bocca di fuoco dei dragoni. L’Angolana è la vera antagonista dei frentani, il carro più rumoroso del Carnevale, quello che passa e ti fa divertire, ma ti fa anche male se ti travolge: chiedere alla Santegidiese, che ha pagato caro il bollettino al Petruzzi (oltre al k.o. anche 2.000 euro di ammenda!). Proprio la Sant, quella che il Carnevale ce l’ha dentro per storia, tradizione e folklore, sta vivendo una festa più inquieta. Un ribaltone improvviso, l’addio di Buonocore e il ritorno di Cappellacci, quasi come fosse un talismano per la D, lui che 20 anni fa l’aveva già regalata al popolo giallorosso e che l’anno scorso l’aveva portata ad un altro muro giallorosso, quello del Giulianova. Il debutto del tecnico tortoretano non è stato però come ci si attendeva: un 2-2 in rimonta contro una Bacigalupo che non faceva punti da più di un mese non è certo da scrivere negli annali, ma la strada è ancora lunga. Il cambio in panchina ha giovato alle prime due, solo il tempo ci dirà se cambierà il destino anche della terza.
L’unica certezza è il calendario, con il Lanciano che aprirà la 25° giornata al Piccone di Celano per poi mettersi comodo sul divano a guardare l’Angolana ospitare il Mosciano e la Sant far visita al San Salvo, in attesa del big match contro i vibratiani del primo marzo al Biondi. Tanti incroci pericolosi da qui alla fine del campionato anche in zona salvezza, dove a marcare la differenza sono le distanze. Pianella, Sambuceto e Montorio sono ormai all’appello per le ultime chiamate: da ora in poi vincere sarà l’unica cosa che conta per evitare il baratro della retrocessione. Se per i vestini la situazione sta girando verso la tragedia, gialloblu e vomanesi sono ancora aggrappati alla speranza di risalita, ma devono limare la distanza con Penne, Pontevomano e Pro Vasto in zona playout, pericolosamente al limite degli 8 punti di differenza. A mettersi di traverso c’è sempre la situazione del Chieti in Serie D, ancora in bilico tra Inferno e Paradiso. Quando passerà il Carnevale, le maschere cadranno e resterà solo chi avrà saputo essere vero fino alla fine.