Eccellenza, in vetta e in coda tra sogni e speranze

Angolana e Santegidiese all'inseguimento del Lanciano, Montorio in bilico tra retrocessione e playout

2026-02-17T12:26:00+01:00 - La Redazione

Eccellenza, in vetta e in coda tra sogni e speranze

di Stefano Vecellio

TERAMO - Scorrono veloci le lancette dell’Eccellenza: come Carnevale è arrivato oggi alla sua conclusione con il Martedì Grasso, anche il massimo campionato regionale abruzzese si avvia al rush finale, con queste ultime 9 giornate che saranno decisive per emettere il verdetto sulla stagione.

Le 14 vittorie in 15 partite del Lanciano indicano il cammino per la vetta, ma sono come orme sulla neve: lasciano tracce visibili per le inseguitrici Angolana e Santegidiese, che nonostante qualche deviazione, sono sempre a distanza di sicurezza. Non solo orme: ciò che è tangibile del Lanciano è anche la poesia del suo gioco, dall’armonia dei movimenti all’ermetismo della difesa, con una media di 0.8 gol subiti a partita e 7 clean sheet nelle ultime 15 gare. Se Pierantoni è la mente, Santirocco è il braccio da 18 gol stagionali e capitan Verna l’anima di una piazza che vuole sognare e tornare ai fasti di un tempo.

Sognare è lecito anche sopra il Sangro, più precisamente nel pescarese, a Città Sant’Angelo, dove Saline e Tavo cingono le fiamme dei dragoni, guidati, ironia della sorte, proprio da un figlio della terra frentana come Massimiliano Memmo. Miglior attacco del torneo con 64 reti, 22 risultati utili consecutivi, miglior score negli scontri diretti e un calendario finale sulla carta agevole: la cabala sorride ai nerazzurri, ma la matematica riporta sempre quei 4 punti di distanza e la nomea di “eterni secondi” rischia di ripetersi come il ciclo continuo di Nietzsche.

Audacia e resilienza dovranno essere i mantra per questo finale di stagione dell’Angolana: la rimonta dei dragoni ha già scritto la storia, ora serve osare per volare verso il sole senza scottarsi e con la stessa energia. Un’energia sopita ma che rimane ancora conservata in casa Santegidiese, che nonostante qualche incidente di percorso, resta ancora nei radar dell’obiettivo promozione. “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”: la legge della conservazione della massa potrebbe ispirare gli ultimi passi del cammino dei vibratiani, sul cui viaggio sembra essere tornato il sereno dopo giorni di tempesta. Cappellacci è chiamato ancora una volta a vestire i panni del demiurgo, cosa che ultimamente riesce molto bene al tecnico tortoretano (vedi L’Aquila e Giulianova), a plasmare in poco tempo una squadra apparsa nell’ultimo mese spenta e poco incisiva. La materia c’è, l’organico è uno dei più completi del campionato, basta trasformare la frenesia e l’entusiasmo di un ambiente focoso come quello giallorosso in principio di dominio sul campo: forza e cinismo, manifesto dell’ultima vittoria contro il San Salvo. D’Egidio da prossimo partente è tornato al centro del progetto, Dal Cason non è più in un one man show contro gli avversari, in difesa è arrivato il primo clean sheet in trasferta dopo più di un mese: tutti segnali positivi per sperare che la strada imboccata sia finalmente quella giusta. I vibratiani tengono alta la bandierina teramana in questa stagione, non la migliore per le aprutine, che dopo i successi di Teramo, Giulianova e la scorsa cavalcata del Castelnuovo, quest’anno stanno vivendo un campionato incolore, a tratti quasi oscuro.

Partito con grandi propositi e ambizioni, il Mosciano è finito in un loop altalenante di prestazioni, tra la maledizione del Rodi e un roller coaster di emozioni che hanno travalicato le aspettative estive, ma è comunque al quarto posto, in piena zona playoff, almeno finché l’aritmetica non condanni la post season. Resta impigliata nel limbo di metà classifica invece la Torrese, sedotta dalla nobiltà dei piani alti ma braccata dall’ansia di salvezza, con una sola vittoria nelle ultime 8 e i playout adesso distanti solo 3 lunghezze.

Complessa, difficile, tortuosa: tanti sinonimi per descrivere la stagione nel Vomano, con Montorio e Pontevomano che ristagnano ancora nella zona rossa. La situazione delle api è sportivamente drammatica, in bilico tra retrocessione diretta e playout: nelle ultime uscite Cerasi è riuscito finalmente a trasmettere un’identità, ma i risultati non sorridono ai gialloneri, ora al penultimo posto in griglia e con le distanze dalle dirette concorrenti che aumentano sempre di più. È meno bollente la classifica della squadra di Cifaldi, che non vince da più di un mese, ma sembra aver rivitalizzato l’attacco, con 6 gol nelle ultime 2 gare. Sia in vetta sia in coda il calendario è l’unico amico su cui poter contare: il primo marzo il Biondi si prepara ad ospitare il big match tra Lanciano e Santegidiese, ad aprile, nella penultima giornata, ci sarà invece il derby vomanese. Il Martedì Grasso segna la fine della festa, ma in Eccellenza può essere l’inizio della resa dei conti, e quando le maschere cadranno, resterà solo una verità, quella del campo. Il tempo stringe.