Eccellenza, il Montorio festeggia una salvezza insperata

Il presidente Di Giuseppantonio: “Lacrime e sudore, vittoria di una comunità intera”

- Walter Cori

Eccellenza, il Montorio festeggia una salvezza insperata

di Stefano Vecellio

MONTORIO AL VOMANO - Ci sono pomeriggi in cui il confine tra il baratro e la gloria è sottile come la traiettoria di un colpo di testa, al 113’ minuto del secondo tempo supplementare di una finale playout. 

Al Colangelo di Penne, mentre le ombre del crepuscolo iniziavano a danzare su un match infinito, il Montorio ’88 ha deciso di riscrivere le leggi della fisica sportiva. Una squadra che aveva chiuso il primo atto dell’Eccellenza con appena 8 punti in classifica, ha completato la sua metamorfosi in fenice, schiantando il Penne 2-3 con una prestazione che resterà scolpita nella storia del club vomanese.

Non è stata solo una partita, ma l’epifania di un gruppo che ha scelto di rinascere dalle ceneri. Il demiurgo di questo capolavoro è Luciano Cerasi: arrivato quando la nave imbarcava acqua da ogni parte, ha saputo ricostruire il morale prima ancora che la tattica. "Ho provato una bellissima sensazione, sono stato contento soprattutto per i ragazzi, che hanno accettato da subito questa sfida e anche ieri hanno dimostrato di avere tanto cuore" racconta il mister, gratificato dalla gioia dei suoi nello spogliatoio.

"Nel mercato invernale abbiamo rivoluzionato un po' la rosa e abbiamo fatto un grande girone di ritorno, esprimendo un ottimo calcio contro squadre come Santegidiese, Mosciano, Pro Vasto e Ovidiana Sulmona. Ero convinto che saremmo riusciti a raggiungere l'obiettivo". Per Cerasi, questa non è stata solo una missione sportiva, ma una rinascita personale: "A Montorio sto bene, mi ha ridato quel fuoco dentro che avevo perso dopo l’esperienza a Giulianova, dove avevo pensato persino di ritirarmi".

Ora però, lo sguardo punta in alto: "Dopo questa salvezza, non è per presunzione, ma mi piacerebbe tornare a fare campionati da vertice e giocare per vincere. La società lo sa, ma per me il Montorio ha la priorità".

Dietro le quinte, il Direttore Sportivo Gianluigi Piernera rivive i mesi di una rincorsa folle, chiusa con 21 punti nelle prime 14 giornate del ritorno: una scommessa vinta. "È stata una fortissima emozione. Ci davano tutti per spacciati - ammette Piernera -. Qualcuno pensa che sia stato difficile convincere giocatori come Tempestilli, Mataloni, D’Egidio o D’Agostino a venire qui, ma non è stato così: hanno sposato la causa a prescindere dalla classifica, grazie alla serietà della società e alla figura di mister Cerasi, che è sempre una garanzia. Lui è stata la nostra prima e unica scelta dopo le dimissioni di De Amicis”. Sul futuro, le idee sono chiare: "Ci prendiamo qualche giorno per metabolizzare, ma l’intenzione è quella di provare a costruire qualcosa di importante insieme al mister".

In un duello playout così serrato, i guantoni di Andrea D’Egidio hanno pesato come macigni. Il portiere, uno dei pilastri della rinascita giallonera, non nasconde la gioia del traguardo raggiunto: "Sicuramente è stata una sensazione di liberazione, ma soprattutto di orgoglio. Vedere i ragazzi lottare fino all’ultimo con un cuore enorme è stato incredibile: hanno raggiunto per due volte il risultato contro un Penne coriaceo e spinto dal proprio stadio. Il gruppo è stato fenomenale, dalla squadra allo staff, dai tifosi fino alla società, che ci ha dimostrato sempre fiducia. Io sono arrivato in corsa, ho firmato quando la squadra aveva solo 4 punti. Raggiungere questa salvezza è stato un risultato pazzesco. Nel girone di ritorno siamo riusciti a sistemare la fase difensiva, che era un po’ il nostro tallone d’Achille, chiudendo la regular season come una delle squadre più in forma. Il valore aggiunto è stato proprio il gruppo, composto non solo da atleti, ma soprattutto da amici: persone con un valore umano incredibile che hanno dato fino all'ultima goccia di energia". Un successo che passa anche da "leader silenziosi", che hanno permesso all’estremo difensore un recupero record: "Questa salvezza passa anche dalle mani dei nostri fisioterapisti, che hanno fatto un lavoro incredibile per farmi recuperare dall’infortunio e permettermi di essere in campo per la finale contro ogni previsione. Per il momento di futuro non abbiamo ancora parlato, ma mister Cerasi è stato fondamentale per creare la chimica nello spogliatoio: la sua presenza avrà un peso importante sulla mia permanenza a Montorio".

Lacrime, sangue e sudore: il numero uno del club, Andrea Di Giuseppantonio, parla di come il duro lavoro porti sempre al risultato, descrivendo una cavalcata fatta di sacrifici e speranze. "Non abbiamo mai mollato, neanche nei periodi più bui - dichiara il presidente -. La più grande soddisfazione è stata vedere crescere questi ragazzi e vederli diventare uomini dopo quest’esperienza. Grande merito va dato anche a mister Cerasi, che ha saputo lavorare molto bene con un gruppo giovanissimo. Ha un cuore puro come il mio, è un professionista di cui nessuno vorrebbe mai privarsi, poi ci sono tanti fattori che entrano in gioco, anche aspetti personali che con calma valuteremo". Tuttavia, Di Giuseppantonio lancia anche un monito per il domani, consapevole che per sognare servono basi solide: "Il calcio è cambiato, serve sostegno economico importante, sponsor e investitori per avere budget adeguati ad alte ambizioni". Ma l'identità non si tocca: "Questa salvezza è importante per la comunità, noi rappresentiamo un paese intero: i presidenti passano, il club resta. Un ringraziamento finale va ai tifosi, un popolo che ha risposto sempre presente e che ieri ci ha dato un calore incredibile".

Il cielo sereno dei gialloneri potrebbe avere qualche nube proveniente da Penne, ma sembra proprio che non avrà seguito la possibilità di un eventuale ricorso dei vestini per le 3 sostituzioni effettuate durante l’overtime dai vomanesi, situazione permessa dalla LND Abruzzo (deroga relativa alla Regola 3 del regolamento e firmata dall’ex presidente della FIGC Gabriele Gravina il 27 marzo 2025).

Ora a Montorio il rumore del pallone lascia spazio a quello dei calici che brindano. La festa è appena cominciata, ed è un premio che questa squadra, nata dalle ceneri di una stagione che sembrava segnata.