Docenti di sostegno precari, la Cgil contesta il DL ministeriale
"Un provvedimento che parte da un diritto e finisce per calpestarne altri"
- La Redazione
CHIETI - Decine di migliaia di docenti di sostegno a tempo determinato sono in attesa di conoscere il proprio destino per il prossimo anno scolastico, alle prese con la procedura di conferma sul medesimo posto introdotta dal DL 127/25 e attuata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito con la nota 7766 del 26 marzo 2026, estesa ora anche agli anni scolastici 2026/27 e 2027/28. Un provvedimento che parte da un presupposto condivisibile, la continuità didattica per gli alunni con disabilità, ma che nella sostanza risulta sbagliato e profondamente iniquo.
Il meccanismo prevede che le famiglie richiedano entro il 31 maggio la conferma del docente al Dirigente Scolastico, che il dirigente raccolga il parere del Gruppo di Lavoro Operativo e verifichi la disponibilità dell'insegnante entro il 15 giugno, e che il docente formalizzi poi la propria adesione in estate attraverso l'istanza telematica. Un iter macchinoso che, al termine del processo algoritmico di assegnazione, dovrebbe consentire al precario di tornare dal proprio alunno a settembre. Peccato che il prezzo di questa continuità lo paghino altri lavoratori, scavalcati in graduatoria da colleghi con punteggio inferiore semplicemente perché riconfermati.
Le criticità sono molteplici. Il provvedimento viola la trasparenza delle operazioni di reclutamento, bypassando le graduatorie e penalizzando chi ha costruito il proprio punteggio sul campo. Non tiene conto dei docenti che seguono alunni in uscita da un ciclo scolastico, privandoli ingiustamente di una sede. E soprattutto espone i lavoratori precari a un rischio di condizionamento inaccettabile: in un contesto in cui la conferma significa quasi la certezza di tornare in cattedra a settembre, il confine tra qualità professionale e compiacenza verso famiglie e dirigenti diventa pericolosamente sottile.
Il Ministro Valditara rivendica i 44.926 docenti confermati all'avvio dell'anno scolastico 2025/2026 come un risultato di merito. La FLC CGIL, che ha già impugnato il provvedimento lo scorso anno, ribadisce che l'unica risposta strutturalmente corretta al problema della continuità didattica è la stabilizzazione dell'organico di fatto. Tutto il resto è gestione del precariato, non soluzione. - Luciano Orlandini Responsabile docenti precari FLC Cgil Chieti -