Diritto allo studio, studenti lanciano un'inchiesta regionale
L’Unione degli Studenti Abruzzo ha pubblicato un questionario per raccogliere dati sulla qualità delle scuole superiori della regione
- La Redazione
L'AQUILA - Il 14 gennaio l’Unione degli Studenti, sindacato degli studenti delle scuole superiori, ha lanciato una campagna nazionale sul diritto allo studio, lanciando raccolte dati su tutto il territorio nazionale e costruendo un’effettiva campagna di sensibilizzazione sul tema della tutela del diritto allo studio.
In Abruzzo, vista la situazione problematica vissuta all’interno delle scuole nella regione, l’UdS ha riproposto la campagna attraverso un’inchiesta regionale anonima sul diritto allo studio, raccogliendo informazioni su quanto esso venga rispettato e sui bisogni della comunità scolastica.
Riguardo ciò, seguono le dichiarazioni di Elisa Cardola, Coordinatrice regionale dell’UdS: “In Abruzzo la condizione del diritto allo studio è sempre più precaria. Il prezzo dei trasporti pubblici è in costante aumento nonostante il servizio sia pessimo, le strutture scolastiche sono fatiscenti, delle quali alcune risultano addirittura prive di certificazioni, e una qualità di benessere psicologico degli studenti scarsa. Tutto ciò concesso ed aggravato da una legge regionale sul diritto allo studio ferma al 1975 e di cui la Regione non ha minimamente interesse di discutere e aggiornare, condannando la comunità scolastica tutta ad una qualità infima dei servizi e della vita all’interno delle scuole. La situazione a livello nazionale non è troppo differente e, per questo abbiamo riproposto una campagna sul diritto allo studio, specifica per l’Abruzzo, attraverso la scrittura ed il lancio di un’inchiesta regionale, per riuscire a comprendere ed intercettare i reali i bisogni degli studenti e provare a migliorare la nostra condizione”.
Già l’anno scorso attraverso mobilitazioni in tutta la regione il sindacato studentesco era riuscito ad ottenere un incontro con l’ufficio scolastico regionale, ma l’amministrazione regionale non si è presa carico di ascoltare gli studenti e di mettere mano ad una legge di 50 anni fa.
“Come sindacato studentesco riteniamo essenziale indagare ed attivarci per questo tipo di condizioni precarie che viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle, considerando anche che, a causa delle riforme proposte dal Ministro Valditara, vediamo il dimensionamento scolastico avere un effetto disastroso soprattutto nelle aree interne della nostra regione, e un conseguente aumento dell’abbandono scolastico, tutto coadiuvato da una Regione estremamente negligente nei confronti dei giovani, che non garantisce un futuro e le condizioni per rimanere in Abruzzo anche solo per il loro percorso scolastico. Noi crediamo che un’altra scuola sia e debba essere possibile, ma essa potrà essere costruita solo con un lavoro collettivo per il miglioramento delle nostre vite”. Conclude Francesco Filippone, Responsabile organizzazione dell’UdS Abruzzo.
Inchiesta regionale sul diritto allo studio. - Unione degli Studenti Abruzzo -