Dirigenti ASL, Pavone (Azione) a Verì: "Pescara ignora la graduatoria che aveva già usato"

La Regione annuncia verifiche sulle aziende sanitarie. Il capogruppo: "La ASL dice di cercare una professionalità specifica, ma il bando chiede una laurea magistrale qualsiasi"

- La Redazione

Dirigenti ASL, Pavone (Azione) a Verì: "Pescara ignora la graduatoria che aveva già usato"

L'AQUILA – Le aziende sanitarie abruzzesi devono coprire i posti di dirigente amministrativo attingendo alle graduatorie vigenti, come impone l'articolo 10 della legge regionale 22 luglio 2024, n. 24. Lo ha ricordato in Consiglio regionale il capogruppo di Azione Enio Pavone, illustrando un'interpellanza sulla delibera 940 del 17 giugno 2026, con cui la ASL di Pescara ha indetto un avviso per titoli e colloquio per un incarico triennale di dirigente amministrativo.

«La norma non lascia margini di scelta alle aziende», ha spiegato Pavone. «Il legislatore regionale ha fissato un obbligo preciso per contenere la spesa sanitaria e rendere efficiente l'amministrazione: prima di bandire nuove procedure, le ASL devono scorrere le graduatorie esistenti, partendo da quelle più vecchie, fino a esaurirle». Per il profilo di dirigente amministrativo esiste oggi una sola graduatoria valida, approvata il 24 maggio 2024 dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise e utilizzata finora fino al nono classificato.

Nell'interpellanza Pavone ha ricostruito il comportamento delle quattro aziende. La ASL di Teramo ha attinto alla graduatoria dell'IZS solo dopo l'ordinanza cautelare n. 239 del 2025 del Consiglio di Stato, che aveva ritenuto fondate le censure contro il concorso bandito dall'azienda. La ASL dell'Aquila ha perso davanti al TAR Abruzzo, con la sentenza del 23 luglio 2025, per aver bandito un concorso per due posti senza motivare la scelta di non usare la graduatoria, e a oggi non ha dato esecuzione alla pronuncia: gli idonei hanno presentato un ricorso per inerzia. La ASL di Chieti ha revocato a marzo 2026 un avviso di mobilità, dopo le proteste degli idonei e dei sindacati, e ha poi assunto dalla graduatoria.

Il caso di Pescara è il più recente. Nella delibera 940 l'azienda ha dichiarato di non disporre di una graduatoria utile, ma il 3 marzo 2026, con la delibera 263, aveva assunto a tempo indeterminato un dirigente amministrativo proprio dalla graduatoria dell'IZS. «Le aziende rispettano la legge per tutti gli altri profili e la aggirano solo per i dirigenti amministrativi, pur riconoscendo nei loro stessi atti di averne bisogno», ha osservato il capogruppo. «Ogni provvedimento annullato o revocato costa alla Regione spese legali, ritarda la copertura dei posti e lascia nell'incertezza chi ha vinto un concorso».

Nella risposta, l'assessore alla Salute Nicoletta Verì ha confermato l'assunzione di marzo e ha riferito che il nuovo avviso riguarda un incarico a tempo determinato, fondato sull'articolo 15-septies del decreto legislativo 502/1992, per la funzione di responsabile della protezione dei dati.

«Ringrazio l'assessore Verì per la puntualità e per l'impegno a far rispettare la legge regionale», ha replicato Pavone, «ma la giustificazione della ASL di Pescara non regge. Se un'azienda cerca una professionalità specialistica, la indica nel bando. La delibera 940 chiede soltanto una laurea magistrale o specialistica, senza specificare quale e senza richiamare i requisiti dell'articolo 70 del DPR 483 del 1997, che disciplina l'accesso al profilo di dirigente amministrativo nel Servizio sanitario nazionale. Per assurdo potrebbe vincere un ingegnere gestionale, che andrebbe inquadrato tra i dirigenti tecnici. Come farebbe la ASL ad assumerlo come dirigente amministrativo?».

Il capogruppo di Azione ha annunciato che continuerà a seguire la vicenda e ha richiamato i poteri che la legge e la Costituzione affidano alla Regione sul servizio sanitario: la programmazione del fabbisogno di personale e della spesa, la programmazione triennale, il coordinamento e il monitoraggio del programma operativo regionale. «I direttori generali delle ASL non sono monarchi assoluti calati dall'alto», ha concluso Pavone. «Devono rispettare le leggi, le regole e i poteri che la Regione Abruzzo esercita sulla sanità».