Dimensionamento scolastico, Ali Abruzzo: no al commissariamento

La decisione presa per altre regioni sarebbe dannosa per l'Abruzzo e per le sue aree interne e montane

2026-01-14T11:54:00+01:00 - La Redazione

Dimensionamento scolastico, Ali Abruzzo: no al commissariamento

PESCARA - “La strada del commissariamento di Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna è sbagliata, serve il dialogo, soprattutto nell’interesse di regioni come l’Abruzzo che hanno una vasta quota di territorio ricompreso nelle aree interne e nelle aree montane”. Lo dichiara Alessandro Paglia, direttore di ALI Abruzzo, commentando la decisione del Consiglio dei ministri sul dimensionamento scolastico.

Paglia prosegue: “La scuola è presidio di coesione sociale, è un diritto irrinunciabile, non può essere sottoposta a criteri ragionieristici. Vale soprattutto per territori svantaggiati dal punto di vista fisico. Tagliando ci si illude di risparmiare, ma si accelerano desertificazione e spopolamento. L’Abruzzo sia in prima linea su questo argomento, perché è profondamente coinvolto: 8 autonomie scolastiche sono già state soppresse, e altre con questo schema rischiano di essere eliminate, specialmente nelle aree interne, penalizzate dal parametro di iscritti imposto a livello regionale”.

Per Francesco Menna, responsabile della provincia di Chieti di ALI e sindaco di Vasto, “il commissariamento ordinato dal Governo nei confronti di quattro Regioni in merito al dimensionamento scolastico è un atto grave. E’ impensabile calare decisioni dall’alto su un tema così delicato. La scuola è uno dei settori fondamentali del Paese, non può essere governata a colpi di diktat irrispettosi dell’autonomia degli istituti e delle peculiarità dei territori. In Abruzzo, ad esempio, c’è la problematica delle aree interne che richiede soluzioni ragionate e non mannaie imposte dal potere centrale.  E’ necessario che l’esecutivo Meloni riallacci con le quattro Regioni i fili di un dialogo che il commissariamento ha tagliato bruscamente. Serve il confronto tra livelli istituzionali, evitando il ricorso ad atti unilaterali. Ne va del futuro della nostra scuola”.