Di Stanislao: "I diversamente abili non sono diversi"
Il Piano Demaniale di Roseto degli Abruzzi è criticato da chi non si ritiene libero di scegliere
2026-01-15T17:22:00+01:00 - Walter Cori
ROSETO DEGLI ABRUZZI - “Fare uno stabilimento per i diversamente abili non è una soluzione, ma è un modo per sottolineare le differenze” è quanto dichiara in merito al nuovo Piano Demaniale di Roseto degli Abruzzi Andrea Di Stanislao, cittadino rosetano residente nella frazione di Cologna Spiaggia
L’iter relativo allo strumento amministrativo che cambierà l’assetto urbanistico del litorale comunale rosetano prevede, tra le altre novità, la creazione di una concessione destinata a “servizio esclusivo per persone con disabilità e/o persone a basso reddito (incapienti)”. Una sorta di ghetto che fa rabbrividire al solo pensiero.
“Questa previsione rappresenta non un passo in avanti bensì un ritorno al passato; non una dimostrazione di civiltà ma una prova di inciviltà; non un’attestazione di sensibilità ma solo un preoccupante segnale di profonda insensibilità sul tema. Il grande lavoro svolto negli anni per favorire l’inclusione, che è sfociato in norme le quali hanno consentito l’abbattimento di tante barriere sia fisiche sia sociali, è stato spazzato via dall’atteggiamento retrogrado e incivile di questa amministrazione che vuole relegare i disabili in uno spazio confinato e ben delimitato e quindi diverso dagli altri” continua Di Stanislao, affetto da disabilità congenita e da sempre attento alle problematiche che ruotano attorno all’inclusione.
“Ora mi aspetto un passo indietro da parte del sindaco Nugnes e della sua maggioranza. Noi disabili abbiamo il diritto di poter scegliere in quale lido recarci così come possono fare tutte le persone normodotate. Per fare in modo che questo accada il nuovo Piano demaniale deve essere rivisto, prevedendo un abbattimento delle barriere da parte di ogni stabilimento e l’eliminazione della concessione riservata a disabili e poveri in via esclusiva. Questa sì che sarebbe una grande conquista civile e sociale per Roseto” conclude Andrea Di Stanislao.