Detenuto pericoloso evaso dal carcere di Avezzano

Di Giacomo: “Abbiamo strutture di burro e le responsabilità ricadono solo sugli agenti"

- Walter Cori

Detenuto pericoloso evaso dal carcere di Avezzano

AVEZZANO - “L’ennesima evasione, questa volta dal carcere di Avezzano, di un detenuto particolarmente pericoloso, è la prova che abbiamo a che fare con “carceri di burro” dove evadere diventa un gioco da ragazzi”.

Lo afferma Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di Polizia, per il quale a poche ore dalla fuga di Elia Del Grande, pluriomicida evaso dalla casa-lavoro di Alba: “siamo alla tragicomica che alimenta grande preoccupazione tra i cittadini. Il sistema penitenziario è al collasso mentre gli unici responsabili sono gli agenti malcapitati di turno i quali sono costretti a dodici ore di servizio consecutivi. Non a caso è già scattata l’inchiesta mettendo sul banco degli imputati il personale penitenziario mentre i livelli apicali del D.A.P. non hanno nessuna responsabilità nella evidente catastrofe penitenziaria. Le “falle” – lo ripetiamo da tempo – sono nel sovraffollamento (ad Avezzano su 53 posti disponibili i detenuti sono un’ottantina) e la carenza di organico (ad Avezzano complessivamente tra agenti ed amministrativi una decina di unità in meno). Dal 2023 evasioni e tentativi di evasione sono aumentati del 700 per cento. Il tasso di evasione dagli istituti compresi quelli per minori in Italia è di 22,8 detenuti ogni 10mila detenuti, un dato che porta l’Italia in una delle ultime posizioni della classifica dei Paesi Ue dove le fughe dal carcere sono molto frequenti" - Il Segretario Generale Aldo Di Giacomo -