D’Alfonso: “Perché la Roma-Pescara resta fuori dai 4 miliardi dell’Aggiornamento 2025 RFI?”

Pescara è rimasta esclusa dal nuovo tesoretto di fondi ministeriali destinati alla Napoli-Bari, all’Alta Velocità su Milano-Venezia, al Terzo Valico dei Giovi con il nodo ferroviario di Genova

- La Redazione

D’Alfonso: “Perché la Roma-Pescara resta fuori dai 4 miliardi dell’Aggiornamento 2025 RFI?”

ROMA - Pongo una domanda che intendo rivolgere, nelle forme e nelle modalità ufficiali sottoscritte richieste dalla circostanza, nelle sedi di competenza istituzionale: perché il potenziamento della linea ferroviaria Roma- Pescara è rimasta esclusa dal nuovo tesoretto di fondi ministeriali destinati, piuttosto, alla Napoli-Bari, all’Alta Velocità su Milano-Venezia, al Terzo Valico dei Giovi con il nodo ferroviario di Genova per migliorare i collegamenti dei porti liguri? Perché la Regione Abruzzo del Governo marsiliese non ha saputo imbastire e utilizzare in modo positivo la politica del dialogo, della trattativa costruttiva, della capacità persuasiva, nonché la conclamata filiera istituzionale e di prossimità delle origini,   al fine di ritagliare una quota di quei 4miliardi di euro immediatamente disponibili per quel collegamento con la Capitale che per la linea Adriatica è vitale, sia in termini di passeggeri che di movimentazione merci?

La scelta era nell’aria già da qualche settimana, e da quelle voci è nata la mia riflessione pubblica un mese fa circa sulla necessità di non viaggiare in contrapposizione rispetto agli investimenti previsti sulla Napoli-Bari, ma piuttosto di costruire un ammiccamento, un’alleanza che mirasse a un obiettivo comune: potenziare la dorsale Adriatica attraverso il collegamento con la costa tirrenica, rafforzando l’unità infrastrutturale nazionale, riducendo i tempi di percorrenza storicamente penalizzanti e avvicinando il sud ai grandi assi della mobilità europea, garantendo un equilibrio territoriale ed eliminando lo spettro della marginalizzazione del medio Adriatico

Quello odierno è un film in parte già visto: nel 2023 il Governo ha deciso di rimodulare il PNRR, eliminando diversi interventi ferroviari che rischiavano di non rispettare le scadenze europee. Tra questi vennero esclusi esattamente i lotti della Roma-Pescara relativi alle tratte Interporto d'Abruzzo – Manoppello; Manoppello – Scafa, procedura che doveva risuonare come una tirata d’orecchi nei confronti della Regione Abruzzo perché il motivo ufficiale fu proprio il ritardo nell'iter autorizzativo e progettuale, incompatibile con le scadenze del PNRR. A fronte della mobilitazione territoriale il MIT sostenne che l'opera non sarebbe stata cancellata, ma finanziata con fonti alternative e nel 2024 quelle risorse sono state recuperate attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione – FSC. Il CIPESS approvò il finanziamento dei due lotti esclusi dal PNRR, consentendo di mantenere in vita il progetto e di programmare l'avvio dei lavori.

 

Nel corso del 2025 sono partiti i primi lavori sulle tratte finanziate, ma parliamo appena di una fetta di opere su un progetto molto più ampio: il costo complessivo stimato è ormai nell'ordine dei 15-16 miliardi di euro, suddiviso in numerosi lotti che dovranno essere finanziati progressivamente.

L'Aggiornamento 2025 del Contratto di Programma RFI 2022-2026, che ha messo a disposizione circa 4 miliardi di euro di nuove risorse per le infrastrutture ferroviarie nazionali aveva alimentato delle legittime aspettative che pensavo sarebbero state difese, sostenute, promosse, pressate dal Governo regionale. La nuova esclusione odierna ci racconta una storia che ha un’unica lettura possibile: il Governo regionale non ha la capacità di sostenere le istanze abruzzesi, o, al di là delle domenicali pacche sulle spalle di fronte a un caffè corretto, e non ritiene una priorità la Pescara-Roma

 

Dalla prima derivano le altre necessarie domande:

·        La Giunta regionale era a conoscenza dei contenuti dell'Aggiornamento 2025 del Contratto di Programma RFI prima della sua approvazione? Se sì, quali iniziative ha assunto per chiedere l'inserimento del completamento della Roma-Pescara tra le opere finanziate?

 

·        Può il Presidente della Regione indicare quali richieste formali siano state trasmesse al MIT e a RFI negli ultimi dodici mesi per ottenere il finanziamento dei lotti ancora privi di copertura economica della Roma-Pescara?

 

·        Quanti incontri istituzionali si sono svolti tra Regione Abruzzo, MIT e RFI sul tema della Roma-Pescara nel corso del 2025-2026 e quali risultati concreti hanno prodotto?

 

·        La Giunta considera soddisfacente il risultato ottenuto dal confronto con un Governo politicamente omogeneo, se l'Abruzzo non ha ottenuto le risorse necessarie per completare la sua principale infrastruttura ferroviaria?

 

·        I parlamentari abruzzesi della maggioranza sono stati coinvolti dalla Regione in un'azione coordinata per ottenere il rifinanziamento della Roma-Pescara? Con quali esiti?

 

·        Entro quale data la Giunta intende ottenere dal Governo un provvedimento che finanzi integralmente il completamento della Roma-Pescara?

 

·        Il Presidente della Regione è disposto a chiedere formalmente al Governo e alla sua amica di gabbiani un aggiornamento straordinario del Contratto di Programma o un provvedimento dedicato per reperire le risorse mancanti?

 

·        Il Presidente della Regione può indicare quale risultato concreto abbia ottenuto l'Abruzzo nell'Aggiornamento 2025 del Contratto di Programma RFI, se la principale infrastruttura ferroviaria regionale continua a non disporre delle risorse necessarie per il suo completamento? Non ritiene che questo rappresenti un fallimento dell'azione politica della Giunta nei confronti del Governo nazionale?

Ma soprattutto il Presidente della Regione come pensa che si sentano quelle famiglie che sono state costrette ad abbandonare i propri terreni, case, le proprie radici per quell’opera divenuta per mesi un casus belli e ora si trovano dinanzi al disinteresse della sua Istituzione nei confronti della stessa ferroviarizzazione, vedendo vanificati la loro rinuncia e il loro sforzo obbligato?

Non mi aspetto una risposta pilatesca rimbalzata all’ultimo degli scrivani di deamicisiana memoria, l’Abruzzo delle imprese, dei pendolari, dei lavoratori, degli investitori pretende trasparenze e motivazioni fondate perché investire sulla Roma-Pescara non significa solo tagliare la distanza tra un punto A e un punto B della carta geografica, ma traduce la possibilità effettiva di raggiungere mercati, servizi, lavoro, turismo e funzioni urbane in tempi più bassi, con frequenze adeguate e con un’offerta affidabile.

La Pescara-Roma non è soltanto un’opera abruzzese e non può essere trattata come una infrastruttura locale. È la cerniera trasversale tra il medio Adriatico, la Capitale e la rete AV nazionale che deve consentire all’Abruzzo e al medio Adriatico di non restare ai margini di quella stessa geografia ferroviaria. La sua funzione è duplice. Da un lato riduce la distanza effettiva tra Pescara, Chieti, Sulmona, l’Abruzzo interno e Roma. Dall’altro collega la dorsale Adriatica al sistema tirrenico e alla rete AV, evitando che l’Adriatico centrale rimanga una direttrice parallela, ma non pienamente integrata.  Rivolgerò il tema direttamente al Governo per capire quale tassello sia mancato tanto da determinare l’esclusione dell’Abruzzo ferroviario dal carosello della distribuzione dei 4miliardi di euro: il ritardo progettuale degli ulteriori tratti, la mancata affidabilità circa la cantierabilità degli stessi o l’assenza di un pressing istituzionale che lascia ai margini l’Abruzzo.

 

On. Luciano D’Alfonso