D'Alberto sull'esodo anconetano: "Orgoglioso di questa comunità"
Ci saranno oltre mille tifosi biancorossi: svanita la possibilità di altri 200 tagliandi di tribuna laterale
- La Redazione
di Stefano Vecellio
TERAMO - Non sarà una partita come le altre.
Non potrà esserlo quando di giovedì pomeriggio, alle 15:00, in piena Settimana Santa, più di mille persone decidono di lasciare il lavoro e gli impegni per colorare con le proprie bandiere il settore ospite del "Del Conero" di Ancona. Lo scontro al vertice tra la capolista marchigiana e il Teramo non è solo una questione di classifica, con il Diavolo a soli tre punti dalla vetta, ma è l'esplosione di un amore finalmente ritrovato e a tutto tondo.
Il Sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, si fa portavoce di questo sentimento istituzionale e popolare, analizzando il nesso profondo tra la rinascita della squadra e la riappropriazione dello stadio da parte della città. Una marea biancorossa è pronta a spingere il Teramo Calcio verso un sogno che dista solo 90 minuti e tre punti.
Sindaco, cosa prova nel rappresentare una comunità così calorosa in una trasferta che sa già di storia?
- “Sono profondamente orgoglioso della nostra comunità. In un giorno infrasettimanale e nella settimana di Pasqua, i teramani hanno dato una risposta formidabile che dimostra ancora una volta l’attaccamento e l’amore viscerale per il Teramo Calcio e per la città stessa. Questa spinta segue una vicinanza costante: negli anni abbiamo voluto far comprendere, a cominciare dallo stadio, quanto sia fondamentale il legame tra la comunità e lo sport”.
A proposito di stadio: c’è un nesso tra la riacquisizione dell'impianto e l'evoluzione sportiva del club?
- “La comunità è sempre stata al fianco della squadra, anche nei momenti più duri come quando fummo costretti a giocare a Montorio in Promozione: è un amore che va oltre i luoghi e gli spazi. Va da sé che la decisione dell’amministrazione, interpretando la volontà della comunità e della città, quella cioè di riacquisire la piena gestione dello Stadio Bonolis, è stata chiaramente un investimento mirato sul calcio teramano. Oggi la società gestisce integralmente la parte sportiva di uno degli impianti più importanti del Centro Italia, rendendo tutto più agevole”.
Questa scintilla calcistica può davvero essere un motore per la crescita della città?
- “Certamente. Lo sport, oltre che passione, per me va considerato come un investimento di crescita per la comunità a 360°. In questo rush finale di stagione l'attenzione è ovviamente tutta sul calcio, in palio c’è un grande obiettivo da raggiungere, ma è un movimento che coinvolge anche territorio ed istituzioni”.
Se dovesse fare un discorso motivazionale negli spogliatoi o alla tifoseria prima del fischio d'inizio di domani, cosa direbbe?
- “Il pubblico non ha bisogno di motivazioni, anzi, sono i tifosi a darle a tutto il contesto. Mille presenze ed oltre ad Ancona sono un'azione straordinaria che parla da sé. Alla squadra direi solo grazie: continuate a fare quello che state facendo dal primo giorno, rendendoci orgogliosi di essere teramani e portando alto il nome della nostra città con forza e orgoglio su ogni campo”.
Chiudiamo con un pronostico.
- “Non ne faccio. Il mio unico auspicio è che la squadra continui ad essere ciò che è: una grande compagine capace di giocarsela con chiunque, dimostrando di essere all’altezza della sua storia e della posizione che ricopre oggi e che proverà a migliorare”.