D'Alberto come Brucchi? No, ma il film è vecchio

I padroncini di oggi hanno preso il sopravvento: sarà diverso l'epilogo ma non la trama

- Walter Cori

D'Alberto come Brucchi? No, ma il film è vecchio

TERAMO - Nell'informazione di oggi intervengono tutti, gli aventi titolo e non, ma i "furbi" della politica non si espongono, agendo in incognito. 

Una volta c'erano le "correnti politiche" nella DC in particolar modo, ma anche nel PSI, nel PCI ed altrove: oggi c'è chi è agisce autonomamente nel controllo politico di un territorio e Teramo non è esente.

Gianguido D'Alberto, nato civico, oggi afferma che il PD sia il vero architrave del domani, proprio dove si annida parte di un potere politico che lui non ha mai amato (e viceversa) ma che, giocoforza, oggi deve subire e non più trascurare. Perchè? 

Ce lo dirà la storia ancora da scrivere ma la politica, soprattutto se fatta dai "padroncini", sarebbe dovuta restare ai margini del governo cittadino senza neanche inficiarlo, non prendendo addirittura il sopravvento.

Conta molto meno, anzi zero, il toto-assessore, sapendo che alla poltica dell'oggi ed ai suoi padroncini, non al civico di ieri, alla fine andrà bene: è così che deve andare, evidentemente. E l'opposizione?

Oltre a chiedere di andare tutti a casa non può. In fondo pare che abbia davvero dimenticato che a Maurizio Brucchi riservarono una lezione peggiore, con altri padroncini che ne decretarono la scomparsa politica.