Cultura e inclusione, "Lumen" per giovani in carico alla giustizia minorile
Approvato in giunta il progetto del Maxxi: un laboratorio di fotografia come strumento di crescita personale e partecipazione
- La Redazione
L'AQUILA - Un laboratorio di fotografia rivolto a minorenni e giovani adulti in carico ai servizi della giustizia minorile, per utilizzare l’arte contemporanea come strumento di crescita personale, partecipazione, relazione e inclusione. È “Lumen: Laboratorio di fotografia”, il progetto presentato dalla Fondazione MAXXI e approvato dalla giunta comunale nell’ambito della programmazione per L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. L’iniziativa sarà realizzata dalla Fondazione MAXXI in collaborazione con il dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità e sarà condotta dalla fotografa e artista visiva aquilana Claudia Pajewski. Il laboratorio si articolerà in due cicli, tra settembre e dicembre 2026, presso la sede del dipartimento. Attraverso la fotografia, i partecipanti saranno accompagnati a lavorare sulle emozioni, sull’attenzione ai dettagli e alla bellezza, sviluppando competenze espressive e relazionali e creando occasioni di ascolto e riconoscimento personale.
Il progetto non si concluderà all’interno del laboratorio: le opere realizzate saranno restituite alla città attraverso tre allestimenti previsti al MAXXI, presso l’istituto penitenziario minorile e nel centro storico dell’Aquila, utilizzando gli spazi pubblici cittadini. L’obiettivo è creare così un ponte tra i giovani coinvolti nel progetto e la comunità aquilana, lasciando una traccia visibile dell’esperienza dentro e fuori l’istituto penitenziario.
Il Comune dell’Aquila sostiene il progetto con un contributo di 35.750 euro, finanziato con risorse del programma ReStart 2, a fronte di un costo complessivo dell’iniziativa di 52.550 euro.
“Lumen rappresenta bene l’idea di cultura che abbiamo voluto mettere al centro del percorso dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026: una cultura capace di entrare nella vita delle persone, creare relazioni e generare inclusione. È inoltre un progetto che rafforza il rapporto tra il Comune e il MAXXI, ma più in generale consolida quella rete di collaborazione con tutte le istituzioni culturali aquilane che riteniamo fondamentale per il futuro della città. La Capitale della Cultura non è soltanto un calendario di eventi, ma un’occasione per costruire rapporti, produrre nuove esperienze e lasciare sul territorio strumenti e relazioni destinati a durare anche oltre il 2026”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.