CPO Pineto, ferma condanna verso ogni forma di violenza fisica o verbale

Nel mirino le recenti parole del Ministro Tajani e del presidente di Futuro Nazionale Vannacci e la vicenda di Silvi

- La Redazione

CPO Pineto, ferma condanna verso ogni forma di violenza fisica o verbale

PINETO - La Commissione Pari Opportunità del Comune di Pineto esprime forte preoccupazione di fronte alle recenti parole pronunciate dal Ministro degli Esteri e Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, nel descrivere la donna “meno appariscente” come più seria, affidabile e adatta a garantire la stabilità della famiglia e di fronte alle dichiarazioni del presidente di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, che, chiamato a commentare la vicenda, ha affermato di preferire una donna “senza gonna”.

Come Commissione Pari Opportunità riteniamo necessario intervenire per riaffermare un principio: le parole hanno un peso, soprattutto quando vengono pronunciate da chi ricopre ruoli pubblici, istituzionali e politici. Alle istituzioni, tuttavia, non chiediamo soltanto di utilizzare un linguaggio consono al ruolo che rappresentano ma anche di essere esempio.

A tal proposito, la nostra Commissione vuole ribadire ferma condanna verso ogni forma di violenza, fisica o verbale e ci si riferisce a quanto recentemente avvenuto nel Comune di Silvi e all’aggressione subita dalla vicesindaca Luciana Di Marco da parte di un assessore in carica. Quanto avvenuto richiama tutti a una responsabilità maggiore: le istituzioni devono essere luoghi sicuri, fondati sul rispetto e sul dialogo e chi le rappresenta è chiamato, prima di ogni altro, a forme di comportamento esemplari.
La violenza non può e non deve trovare spazio, mai e in nessun luogo.
Chi ricopre una responsabilità pubblica ha il compito di promuovere la parità di genere in ogni ambiente e in ogni occasione, contribuendo concretamente al superamento di stereotipi e pregiudizi, nelle parole e nei fatti.

Le istituzioni non possono limitarsi a richiamare la parità nei documenti ufficiali, nelle celebrazioni o nelle campagne di sensibilizzazione ma devono praticarla e rappresentarla quotidianamente, contribuendo alla costruzione di una cultura nella quale donne e uomini siano riconosciuti innanzitutto come persone, libere da modelli, ruoli e aspettative imposti in ragione del genere.

Ogni giorno chiediamo alle scuole, alle famiglie, alle associazioni e alle istituzioni di lavorare sull'educazione al rispetto, sulla parità; chiediamo ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze di imparare un linguaggio nuovo, capace di riconoscere nell'altro una persona. Non possiamo educare alla parità nelle aule scolastiche e contemporaneamente considerare irrilevanti gli stereotipi quando entrano nel linguaggio pubblico.

La prevenzione della discriminazione e della violenza comincia anche da qui: dalle parole che scegliamo, dai
modelli che trasmettiamo, dalle battute che decidiamo di normalizzare o di mettere in discussione. Le parole di chi rappresenta le istituzioni hanno una forza particolare: possono contribuire a superare uno stereotipo oppure, al contrario, a renderlo nuovamente accettabile e normale.

Alle nuove generazioni dobbiamo consegnare un messaggio diverso: una donna è libera di essere madre oppure no, moglie oppure no, di vestirsi come desidera, di essere appariscente o discreta, di costruire la propria vita affettiva e professionale secondo le proprie scelte. Il suo valore, la sua dignità e i suoi diritti non cambiano. La parità è una responsabilità collettiva.

La Commissione Pari Opportunità del Comune di Pineto continuerà a promuovere occasioni di confronto, educazione e sensibilizzazione, soprattutto tra i più giovani, nella convinzione che il cambiamento culturale passi anche dalla capacità di riconoscere gli stereotipi quando li incontriamo, persino quando assumono la forma di una battuta.

Perché le parole costruiscono cultura e istituzioni hanno il dovere di usare un linguaggio idoneo e di dare sempre l'esempio. - Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Pineto -