Cordisco (PD): “L’Abruzzo è una regione fragile tra frane ed emergenza idrica”
Il responsabile Infrastrutture: “Stanziamento immediato di risorse per il piano straordinario contro il dissesto idrogeologico”
- La Redazione
PESCARA - “I dati emersi nelle ultime ore fotografano una realtà drammatica che il Partito Democratico denuncia da tempo: l’Abruzzo è una regione fragile, sospesa tra il rischio idrogeologico e un’emergenza idrica intollerabile. Di fronte al 20% del territorio regionale a rischio frane e a capoluoghi come Chieti e L'Aquila che svettano drammaticamente ai vertici nazionali per la dispersione idrica (sfiorando il 70% di acqua persa), la destra che governa la Regione e gli enti di gestione come la SASI continua a girarsi dall’altra parte avendo sciupato male o addirittura non usato fondi pubblici di grande importanza”, a dichiararlo è Gianni Cordisco, responsabile Infrastrutture della segreteria regionale, commentando i recenti dati sul dissesto e lo stato delle reti idriche regionali.
Un territorio che frana raccontato da il caso emblematico di Silvi Paese. “Non si tratta di statistiche astratte, ma di disagi reali che colpiscono i cittadini – riprende Cordisco -. L'emergenza di Silvi Paese, che dura da oltre 455 giorni con crolli, famiglie sgomberate e viabilità nel caos, è l’emblema di un territorio abbandonato a se stesso. Quasi 14 abruzzesi su cento vivono o lavorano in zone ad alto rischio. Davanti a questo quadro, la prevenzione dovrebbe essere la priorità assoluta dell’agenda politica regionale. E invece, cosa fa la destra?”.
Reti idriche colabrodo di cui SASI è campione ed enti gestori senza investimenti sono una pessima notizia nota. “Mentre i cittadini subiscono il razionamento dell'acqua e le attività economiche soffrono, scopriamo che l'Abruzzo è al secondo posto in Italia per l'acqua dispersa nella rete (62,5%), superato solo dalla Basilicata. A Chieti il 70% dell'acqua non arriva nelle case, all'Aquila il 68,9%. La gestione della SASI e degli altri enti deputati alla gestione dell'acqua pubblica – controllati dalla governance di centrodestra – si sta dimostrando fallimentare. Non ci sono investimenti strutturali sulle condotte, manca una programmazione seria per la manutenzione e l'ammodernamento degli impianti, e i fondi faticano ad arrivare a terra”.
La richiesta del Partito Democratico. “Il tempo della propaganda è scaduto. Chiediamo alla Giunta regionale un cambio di rotta immediato e concreto: con lo stanziamento immediato di risorse per il piano straordinario contro il dissesto idrogeologico. Con la vera riforma e investimenti sulla rete idrica. Un piano d'urto per SASI e gli altri enti gestori volto a azzerare le perdite idriche nei comuni abruzzesi. L'acqua è un bene pubblico e un diritto, non un lusso a intermittenza. Non pensare alla gestione delle poltrone ma a un grande soggetto gestore capace di rispettare i territori e garantirne i servizi. Spostare le risorse dai capitoli delle "feste e sagre di facciata" alla messa in sicurezza delle infrastrutture e dei borghi a rischio. I cittadini abruzzesi meritano sicurezza e servizi efficienti, non slogan elettorali mentre la terra frana sotto i piedi e i rubinetti restano a secco”.