Consorzio di Bonifica Nord a Roma per una migliore inclusione

Firmato il protocollo d’intesa tra ANBI e Fondazione Rigel. Stefania Pastore: "Migliorare la parità di genere in un contesto ancora fortemente maschile"

- La Redazione

Consorzio di Bonifica Nord a Roma per una migliore inclusione

TERAMO - Anche il Consorzio di Bonifica Nord Bacino del Tronto, Tordino e Vomano protagonista a Roma in occasione della firma del protocollo d’intesa tra ANBI e Fondazione Rigel, finalizzato a promuovere parità di genere, inclusione e benessere nei luoghi di lavoro.

L’accordo, frutto di un percorso durato oltre tre anni, rappresenta un passaggio strategico per l’intero sistema della bonifica. L’obiettivo è accompagnare i consorzi verso un’evoluzione non solo organizzativa ma anche culturale, introducendo strumenti concreti come la certificazione di genere, il bilancio di genere e modelli innovativi nella gestione delle risorse umane. Un cambiamento che punta a rendere le strutture più efficienti, moderne e capaci di rispondere alle nuove sfide, mettendo al centro la persona, il benessere lavorativo e la qualità degli ambienti di lavoro.

Il protocollo si inserisce inoltre in una visione più ampia che lega sostenibilità, etica e sviluppo, riconoscendo nel capitale umano la leva principale per migliorare i servizi e rafforzare il rapporto con i territori. In un settore storicamente tecnico e spesso poco visibile, si tratta di un segnale forte di rinnovamento che guarda anche alle nuove generazioni e alla necessità di rendere il lavoro nei consorzi più attrattivo e inclusivo.
Alla conferenza ha preso parte anche il direttore unico del Consorzio di Bonifica Nord, Stefania Pastore, che ha portato il punto di vista del territorio, evidenziando le criticità ancora presenti nel settore.

“Rispetto, inclusione e parità di genere hanno come denominatore comune il lavoro – ha dichiarato Pastore – ma nel nostro consorzio le donne sono ancora pochissime. Si tratta di un contesto ancora fortemente maschile, nel quale è difficile emergere, anche per via di condizioni strutturali. I consorzi, infatti, operano spesso in situazioni di emergenza”.

Un intervento che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di tradurre i principi del protocollo in azioni concrete, capaci di incidere realmente sull’organizzazione del lavoro e sulle opportunità di crescita professionale.
La partecipazione del Consorzio abruzzese si inserisce in un quadro nazionale che guarda ad un modello più moderno e inclusivo, in cui la centralità della persona diventa elemento chiave per lo sviluppo e l’efficienza dei servizi legati alla gestione del territorio e delle risorse idriche. - Ufficio Stampa -