Consorzio Bonifica Centro, sul ricalcolo tributi serve responsabilità
Parlano i tre componenti del CdA di nomina regionale: abbandonare le contrapposizioni e aprire un confronto costruttivo
- La Redazione
CHIETI - Il Consorzio Bonifica Centro si trova oggi ad affrontare una fase particolarmente delicata, segnata dagli effetti della sentenza del TAR Abruzzo 3/2026 che ha imposto il ricalcolo dei tributi consortili per le annualità 2021-2025. A richiamare l’attenzione sulla necessità di affrontare la questione con responsabilità, equilibrio e collaborazione sono i consiglieri di nomina regionale, Pierluigi Di Mascio, Fabia Fattore ed Elio Ferrante, componenti del Consiglio di amministrazione del Consorzio ed espressione di maggioranza ed opposizione, che evidenziano come l’ente sia stato chiamato a dare piena attuazione a una decisione del Tribunale amministrativo.
“Il ricalcolo dei tributi, disposto a seguito del pronunciamento del TAR, ha determinato un aggravio per la contribuenza agricola, con un aumento stimato di circa il 30% sugli importi da versare. Una situazione – dicono Di Mascio, Fattore e Ferrante - che si aggiunge alle difficoltà già vissute dal comparto agricolo, alle prese con l’incremento dei costi energetici, le criticità climatiche e le problematiche legate alla gestione delle infrastrutture irrigue. Il punto centrale non è alimentare contrapposizioni, ma garantire la continuità dell’ente e dei servizi essenziali sul territorio. Bonifica Centro è un’infrastruttura fondamentale per migliaia di aziende agricole e per la tenuta di un sistema irriguo che necessita di manutenzione, programmazione e investimenti. La sentenza del TAR, arrivata a seguito del ricorso promosso dal comitato Bonifica Sostenibile, ha prodotto effetti concreti e onerosi sui contribuenti. Il ricorso, pur nato con l’intento di contestare le modalità di contribuzione, ha portato a un esito che oggi impone il ricalcolo dei tributi e un conseguente aggravio economico per gli agricoltori”.
Ecco allora che Di Mascio, Fattore e Ferrante invitano le parti ad abbandonare la stagione della contrapposizione e ad aprire un confronto costruttivo. L’appello è rivolto anche al comitato Bonifica Sostenibile, affinché possa contribuire con proposte concrete e spirito collaborativo alla soluzione dei problemi.
“La dialettica e il controllo restano elementi legittimi e sacrosanti, ma non possono trasformarsi in una querelle permanente capace di paralizzare l’attività e mettere a rischio l’erogazione dei servizi. Il mancato pagamento delle contribuenze – aggiungono Di Mascio, Fattore e Ferrante - rischia di aggravare ulteriormente una situazione economico-finanziaria già complessa, esponendo l’ente a difficoltà nella copertura dei costi energetici e nella gestione ordinaria degli impianti”. In questo quadro, la priorità indicata dai consiglieri è quella di evitare che lo scontro ricada ancora una volta sugli agricoltori, considerati le vere vittime di questa vicenda.
Accanto all’applicazione della sentenza, il Consorzio ha avviato un percorso di risanamento e rilancio, con un piano che prevede investimenti sugli impianti per circa 30 milioni di euro. Un passaggio ritenuto essenziale per superare le criticità accumulate negli anni, rafforzare la capacità operativa dell’ente e garantire continuità ai servizi resi al territorio.
“Ogni delibera approvata - sottolineano Di Mascio, Fattore e Ferrante -, non è mai stata frutto di decisioni isolate, ma di un confronto ampio e responsabile tra consiglieri, presidente e associazioni di categoria. Le scelte assunte dal Consiglio di amministrazione sono maturate dopo valutazioni, contributi e osservazioni condivise, sempre con l’obiettivo di tutelare i contribuenti, garantire la continuità dell’ente e salvaguardare il servizio reso al territorio agricolo”.
I tre consiglieri evidenziano inoltre di aver scelto un approccio unitario, lavorando insieme al Consiglio di amministrazione per il bene della collettività agricola e del territorio. Una posizione che punta a migliorare l’operatività dell’ente e privilegia soluzioni concrete alle polemiche.
“Il nostro invito – chiosano i componenti di nomina regionale in seno al CdA – è di superare le divisioni e costruire un percorso condiviso che consenta al Consorzio di continuare a svolgere il proprio ruolo, in una fase in cui anche la stessa Regione Abruzzo ha manifestati attenzione unitamente alla volontà di fare la sua parte nell’ambito del programma di risanamento intrapreso. Uscire dall’impasse è un obiettivo da condividere, solo in questo, potremo guardare al futuro. Qualora comitati o gruppi ritengano invece di voler continuare a gettare benzina sul fuoco, vengano chiaramente allo scoperto, senza accampare scuse, cavilli legali e carte bollate che, abbiamo ora ben chiaro, a cosa hanno portato. Le battaglie di pochi non possono trasformarsi in scenari di guerra di tutti. Gli agricoltori non devono continuare a pagare il prezzo più alto di una vicenda complessa”.