Comunità energetiche, Sottanelli interroga il Ministro

“Mancano oltre 400 milioni, in tanti hanno investito confidando nel PNRR. Il Governo dica come e quando coprirà i progetti idonei”

- Walter Cori

Comunità energetiche, Sottanelli interroga il Ministro

ROMA - Giulio Sottanelli, deputato di Azione, ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sul taglio delle risorse PNRR destinate alle Comunità energetiche rinnovabili e all’autoconsumo collettivo.

La misura, nata con una dotazione di 2,2 miliardi di euro, era stata allargata nel 2025 ai comuni sotto i 50.000 abitanti, con termine per le domande prorogato al 30 novembre. A nove giorni dalla scadenza il Ministero ha però ridotto il plafond a 795,5 milioni, poco più di un terzo dello stanziamento iniziale. Alla chiusura del portale le richieste ammontavano a circa 1,456 miliardi: un fabbisogno scoperto di oltre 660 milioni. La legge n. 152 del 2026 ha poi riportato la dotazione a 1.041,5 milioni, lasciando comunque scoperti circa 414,5 milioni rispetto alle domande presentate nei termini.

“Famiglie, piccole imprese, parrocchie e amministrazioni locali hanno speso soldi veri per studi di fattibilità, progettazione, costituzione dei soggetti giuridici e richieste di connessione alla rete”, dichiara Sottanelli. “Lo hanno fatto perché lo Stato aveva messo a disposizione 2,2 miliardi. Chi investe ha diritto a regole certe. Il Governo ha fissato una dotazione, allargato la platea, prorogato i termini e chiesto ai cittadini di spendere soldi veri in progetti e allacci. Poi, a nove giorni dalla scadenza, ha tagliato quasi due terzi delle risorse. Non è una scelta di bilancio, è una rottura del patto: quando lo Stato tradisce chi ha fatto ciò che lo Stato stesso aveva chiesto, viene meno il rapporto di fiducia su cui si regge qualunque investimento, pubblico o privato. E nessuna comunità energetica si costruisce senza quella fiducia”.

Il deputato denuncia anche il nuovo meccanismo introdotto dal decreto-legge n. 19 del 2026, che affida al GSE un sistema di assegnazioni dirette senza scadenze: “Così gli scorrimenti per le rinunce si potranno fare solo a fine 2027, a misura chiusa, con il rischio concreto che una parte dei fondi resti inutilizzata. Ripristinando lo scorrimento ordinario, il fabbisogno reale sarebbe sensibilmente inferiore ai 414 milioni teorici. È una questione di buon senso amministrativo, prima ancora che di risorse”.

Con l’interrogazione Sottanelli chiede al Ministro di indicare una tempistica certa e gli strumenti normativi e finanziari con cui il Governo intende coprire i progetti risultati ammissibili. “Le comunità energetiche sono la transizione fatta dal basso, quella che abbassa le bollette e riduce la dipendenza dalle fonti fossili. Il Governo non può lasciare in sospeso chi ha fatto la propria parte”, conclude.