Comitato Ospedale Val Vibrata chiede revoca legge sul riordino della rete ospedaliera
Giovedì 21 conferenza stampa nella sede della Provincia di Teramo dove il Comitato presenterà tre distinti documenti
- La Redazione
TERAMO - Il Comitato civico per la tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della Sanità pubblica chiede di infirmare la legge regionale n. 60 del 28 dicembre 2023, in quanto questa compromette gravemente la qualità dei servizi sanitari nella nostra Regione. Nel corso della conferenza stampa il Comitato presenterà tre distinti documenti. I documenti prendono in esame alcuni provvedimenti amministrativi contenuti nella legge n. 60, evidenziandone le incongruenze. DOCUMENTO n.1 e n. 2 I primi due documenti sono di carattere generale e riguardano i principi ispiratori di una buona amministrazione sanitaria. DOCUMENTO n.3 Il terzo documento, più puntuale, rimanda ad aspetti tecnico-giuridici sulla base della programmazione sanitaria: il DM 70/2015, la legge regionale n. 20 del 2006 e il rapporto SDO relativo all’anno 2019. Vengono presi in esame, dunque, alcuni provvedimenti amministrativi contenuti nella legge n. 60, evidenziandone le seguenti incongruenze: - la distribuzione dei posti letto, ritenuta squilibrata tra le quattro ASL, con la provincia di Teramo penalizzata rispetto all’indice ottimale di 3,63 posti letto ogni mille abitanti; - la soppressione delle UOC di Chirurgia Generale e di Ostetricia-Ginecologia del Val Vibrata, provvedimenti che, secondo il Comitato, non troverebbero giustificazione nel DM 70, assunto dalla Regione come riferimento per la distribuzione delle UOC. A parere del Comitato, tali decisioni andrebbero oltre i comuni e applicabili principi di discrezionalità amministrativa, configurando un possibile eccesso di potere e, dunque, un potenziale vizio di legittimità; - gli atteggiamenti eccessivamente permissivi verso alcune cliniche private convenzionate: - il primo di questi riguarda i 14 posti letto di terapia intensiva concessi a due cliniche private del Pescarese, la Pierangeli e Villa Serena. Dai rapporti SDO pubblicati dalla stessa Regione emergerebbe che tali posti letto non generano ricoveri. Da qui l’interrogativo posto dal Comitato: per quale motivo vengono concessi? Se fossero destinati esclusivamente a uso interno delle strutture, non dovrebbero rientrare nel computo complessivo dei posti letto di terapia intensiva assegnati alla ASL di Pescara, come invece avviene. In sostanza, secondo il Comitato, la ASL di Pescara si troverebbe con 14 posti letto di terapia intensiva in meno; - l'altro, macroscopicamente inspiegabile, riguarda il numero, a tutta prima incomprensibile, di dimissioni per ischemia cerebrale transitoria registrate dalla clinica privata Villa Serena, che rappresenterebbero oltre un terzo del totale regionale relativo a tale patologia.
CONCLUSIONE: Secondo il Comitato, queste osservazioni – frutto di un’analisi di carattere esemplare, per quanto non sistematica, dell’attività di ricovero delle cliniche private – rilevano una certa accondiscendenza da parte dell’amministrazione regionale nei confronti del privato convenzionato. Tale atteggiamento non rispecchierebbe, a suo giudizio, i principi di una buona governance sanitaria. Infine, visto che gli atti aziendali delle singole ASL non sono ancora stati approvati e visto che la legge 60 non ha ancora trovato attuazione, il Comitato crede che sia doveroso procedere alla revoca del provvedimento legislativo.