Comitato Ambiente e Territorio su DDL regionale aree idone energie rinnovabili

A sei anni dall’adozione delle prime normative emergenziali, si registra l’assenza di un quadro legislativo organico, equilibrato e lungimirante

- La Redazione

Comitato Ambiente e Territorio su DDL regionale aree idone energie rinnovabili

PINETO - Da anni, come moderne Cassandre, richiamiamo l’attenzione della politica e dell’opinione pubblica sulla grave carenza di programmazione in materia di transizione energetica, tanto a livello nazionale quanto regionale. A sei anni dall’adozione delle prime normative emergenziali, si registra l’assenza di un quadro legislativo organico, equilibrato e lungimirante.

Tale vuoto decisionale ha generato una situazione assimilabile a un “far west”, in cui la formulazione della legislazione risulta, di fatto, lasciata prevalentemente all’iniziativa dei soggetti privati produttori, in assenza di un adeguato indirizzo pubblico e, soprattutto, di un reale coinvolgimento dei territori interessati. In questo contesto, si evidenzia con forza la responsabilità degli assessori competenti, che non hanno facilitato la condivisione preventiva del disegno di legge regionale sulle “ulteriori Aree Idonee”, né delle scelte strategiche destinate a ricadere direttamente sulle comunità locali e sull’agricoltura abruzzese. Le istanze di partecipazione, tra cui la nostra richiesta formale di audizione in Commissione legislativa regionale, sono rimaste prive di riscontro, confermando una gestione poco trasparente e non inclusiva.

Accogliamo con favore la presa di posizione di Confagricoltura Abruzzo, che pone, come noi, l’attenzione sul progressivo sacrificio di terreni agricoli di pregio e irrigui. Non può essere ignorato come la normativa vigente individui chiaramente priorità localizzative alternative, sistematicamente disattese. Il territorio di Torre San Rocco rappresenta un caso emblematico: tra i primi a essere interessato dall’installazione di circa 40 ettari di impianti fotovoltaici, ha visto il Comitato Ambiente e Territorio ottenere ristori e misure mitigative ulteriori solo a seguito di un lungo e gravoso confronto con i soggetti proponenti, sostenuto esclusivamente dal Comune di Pineto. Una vertenza affrontata in condizioni di sostanziale isolamento istituzionale regionale, per la tutela degli
ultimi brandelli di territorio naturale.

Il quadro prospettico appare ulteriormente critico. Gli impianti a biogas, per i quali la normativa vigente e il Ddl Campitelli prevedono margini applicativi ancora più ampi rispetto al fotovoltaico, si configurano come una potenziale ulteriore pressione sui territori. Si tratta di infrastrutture il cui impatto ambientale è ampiamente documentato e che, in contesti emergenziali, rischiano di essere
utilizzate anche per il trattamento di rifiuti urbani e frazione organica, aggravando il carico ambientale su aree già compromesse. A poco è servito l’emendamento proposto dal Comitato Ambiente e Territorio, recepito grazie all’intervento del Consigliere regionale Blasioli: una modifica che appare, allo stato, insufficiente rispetto ai potenziali effetti sui centri abitati, nelle cui prossimità tali impianti potranno essere localizzati.

Alla luce di quanto sopra, si ribadisce l’urgenza di un intervento programmatorio serio, trasparente e partecipato, che rimetta al centro il territorio, la tutela delle produzioni agricole di qualità e il diritto delle comunità locali a essere effettivamente coinvolte nei processi decisionali che ne determinano il futuro.

Dr.ssa Clelia Delle Curti – presidente Comitato Ambiente e Territorio