Come prevenire la violenza, riconoscere le responsabilità e ricostruire le relazioni

Quattro appuntamenti, uno al mese, dal 29 ottobre al 22 gennaio

- Walter Cori

Come prevenire la violenza, riconoscere le responsabilità e ricostruire le relazioni

TERAMO - Provincia di Teramo, Commissione Pari Opportunità e Università di Teramo in collaborazione con gli Ordini professionali degli avvocati e dei consulenti del lavoro promuovono un percorso che coinvolge magistrati, avvocati, esperti, istituzioni, operatori sociali, mondo penitenziario e studenti.

Quattro appuntamenti, uno al mese, dal 29 ottobre al 22 gennaio. Nelle scuole superiori, intanto, sono previsti laboratori dedicati alla cultura della responsabilità e al contrasto della violenza.

Sottolinea il presidente Camillo D’Angelo: “Proprio in questi giorni dopo le manifestazioni di protesta che hanno visto molti giovani nelle piazze e alcuni di questi, anche minorenni, fermati e arrestati, l’argomento assume un suo valore specifico. Laddove si è causato un danno è giusto scontare una pena ma l’obiettivo è quello di rieducare e di evitare altri comportamenti censurabili. Siamo sicuri che la detenzione, da sola, compia questo miracolo?”.

È possibile ricostruire una relazione dopo un reato, riconoscere il dolore delle vittime e offrire a chi ha commesso un errore la possibilità di assumersene fino in fondo la responsabilità? E soprattutto: quanto funziona la giustizia riparativa in termini di recupero sociale di chi il reato l’ha commesso?

Sono le riflessioni al centro di “Giustizia riparativa. Prevenire, responsabilizzare, riparare”, il percorso promosso dalla Provincia di Teramo, attraverso la Commissione Pari Opportunità e con il coinvolgimento dei numerosi soggetti che operano nel sistema della giustizia, della tutela delle vittime, dell’educazione e del reinserimento sociale.

Non un convegno isolato, ma un progetto articolato in quattro mesi, dal 29 ottobre 2026 al 22 gennaio 2027, con quattro incontri tematici, testimonianze dirette, esperienze professionali e laboratori nelle scuole superiori della provincia.

“L’obiettivo è costruire una riflessione collettiva su un principio fondamentale: la giustizia non può limitarsi a stabilire una colpa e applicare una pena, ma deve interrogarsi anche sulle conseguenze del reato, sui bisogni delle vittime e sulle condizioni che possono impedire il ripetersi della violenza perché l’obiettivo finale sarebbe proprio questo, non la pena in sé", dichiara Erika Angelini, presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia.

La giustizia riparativa, oggi riconosciuta e disciplinata anche nell’ordinamento italiano, propone un percorso complementare alla giustizia penale tradizionale. Non cancella il reato, non attenua automaticamente la responsabilità e non impone alle vittime alcun percorso di riconciliazione. Offre invece, quando esistono le condizioni e con il consenso libero delle persone coinvolte, uno spazio protetto nel quale affrontare le conseguenze dell’offesa, riconoscere il danno e individuare possibili forme di riparazione.

Un approccio che assume particolare valore nel contrasto alla violenza, anche nelle sue manifestazioni quotidiane: dal bullismo alla violenza nelle relazioni, dalle discriminazioni ai comportamenti aggressivi che possono svilupparsi nei contesti scolastici e sociali.

È proprio in questa prospettiva che il progetto dedica un’attenzione specifica alle giovani generazioni. Gli studenti non saranno soltanto destinatari degli incontri, ma protagonisti di laboratori sulla giustizia riparativa nelle scuole superiori della provincia. I lavori saranno presentati il 22 gennaio, nell’appuntamento conclusivo del percorso. Quattro appuntamenti, un confronto fra mondi diversi

  • 29 ottobre – “Percorsi, esperienze e comunità”. Dopo i saluti del rettore Christian Corsi, del Vicario del Prefetto Alberto Di Gaetano, dell’assessore regionale Roberto Santangelo, del presidente della Provincia Camillo D’Angelo e della presidente della CPO Erika Angelini, intervengono docenti universitari, magistrati ed esperti di mediazione. Fra le testimonianze, Giorgio Bazzega, oggi mediatore esperto.
  • 19 novembre – “Tra tutela delle vittime e responsabilizzazione degli autori di violenza: il ruolo dei CAV e dei CUAV”. Il confronto coinvolge professionisti dei centri antiviolenza, dei centri per uomini autori di violenza e dei servizi territoriali, tenendo al centro la tutela delle vittime.
  • 10 dicembre – “Formazione e reinserimento lavorativo nel carcere di Castrogno”. Il lavoro, l’istruzione e l’acquisizione di competenze come strumenti per favorire la reintegrazione sociale.
  • 22 gennaio 2027 – “Dalla pena alla riparazione: la giustizia riparativa nel sistema penale minorile”. Partecipano, fra gli altri, Maria Taraschi, direttrice dell’IPM dell’Aquila, e Franco Bonisoli, ex terrorista impegnato in percorsi di giustizia riparativa. Segue la presentazione dei lavori degli studenti.

Gli incontri si svolgeranno dalle ore 9 alle 13.30 presso il Campus universitario “A. Saliceti” di Teramo, in via Balzarini 1. Sono previsti crediti formativi per gli iscritti agli Ordini provinciali degli Avvocati e dei Consulenti del Lavoro.