Colleminuccio, il 10 agosto riapre la chiesa di San Lorenzo Martire
Traguardo significativo per il piccolo borgo dopo l'intervento di miglioramento sismico che ne ha consentito il ripristino dell'agibilità
- La Redazione
TERAMO - La comunità di Colleminuccio (Teramo) si prepara a vivere un momento di profonda emozione con la restituzione ai fedeli della chiesa di San Lorenzo Martire, che il prossimo 10 agosto tornerà ad accogliere le celebrazioni religiose dopo l'intervento di miglioramento sismico che ne ha consentito il ripristino dell'agibilità. Un traguardo particolarmente significativo per il piccolo borgo teramano, che recupera il proprio principale luogo di culto e uno dei simboli più rappresentativi della sua identità storica e spirituale.
Alle ore 17:00 è prevista la solenne riapertura della chiesa con la Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo della Diocesi di Teramo-Atri, concelebrata dal parroco don Carlo Farinelli, assistita dal diacono Giovanni Fedele e impreziosita dall'animazione dell'insieme vocale diretto dal M° Paolo Speca. Sarà una celebrazione dal forte valore simbolico, chiamata a riunire fedeli, cittadini, istituzioni e quanti conservano un legame con Colleminuccio.
Al termine della funzione religiosa si svolgerà la tradizionale Solenne Processione in onore di San Lorenzo Martire, appuntamento particolarmente sentito dalla popolazione, che attraverserà le vie del borgo accompagnando il patrono tra la sua gente. Successivamente prenderanno il via i festeggiamenti civili, il cui programma sarà reso noto nei prossimi giorni. Presenterà la serata la giornalista Dorotea Mazzetta.
L'evento è stato organizzato dalla Parrocchia di Colleminuccio, guidata da don Carlo Farinelli, in collaborazione con la locale Pro Loco, presieduta da Osvaldo Di Teodoro, con il patrocinio del Comune di Teramo e della Provincia di Teramo e i contributi della Fondazione Tercas, della Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia e del Consorzio BIM Teramo.
La riapertura della chiesa segna molto più della conclusione di un cantiere: restituisce piena funzionalità a un luogo che da secoli custodisce la memoria religiosa e civile di Colleminuccio. Questo luogo rappresenta infatti il cuore della vita del borgo, scenario delle principali ricorrenze liturgiche, dei sacramenti e delle tradizioni che hanno accompagnato intere generazioni. Si apre così una nuova pagina nella storia di questo edificio sacro, restituendo alla popolazione un patrimonio di fede, arte e memoria collettiva. È anche un segno concreto della ricostruzione dei territori colpiti dal sisma: non soltanto il recupero di un edificio, ma la rinascita di un luogo capace di custodire identità, tradizioni e senso di appartenenza di un'intera comunità.