Cocciniglia tartaruga, Pineto chiede una regia regionale
A rischio le pinete costiere da Pescara a Martinsicuro, serve una strategia condivisa e coordinata non affrontata dai singoli territori
- La Redazione
PINETO - L’emergenza legata alla cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis) sta mettendo a rischio uno dei patrimoni ambientali e identitari più importanti della costa abruzzese: le pinete di Pinus pinea che caratterizzano il litorale da Pescara fino a Martinsicuro. Di fronte a un fenomeno che interessa ormai diversi Comuni della costa teramana e pescarese, il Comune di Pineto chiede alla Regione Abruzzo una regia regionale e un coordinamento stabile degli interventi, affinché monitoraggio, trattamenti e risorse possano essere programmati in maniera condivisa e non affrontati singolarmente dai territori. A Pineto il fenomeno è stato oggetto di un’attenta attività di monitoraggio che ha interessato 712 esemplari di pino domestico. Dalle verifiche effettuate, 322 piante risultano gravemente colpite, con forte perdita di aghi, disseccamento delle branche e presenza diffusa di fumaggine, mentre 345 esemplari si trovano in uno stadio intermedio di infestazione.
Di fronte a questa situazione, che richiede interventi tempestivi e continuativi, il Comune di Pineto si è già attivato, trasmettendo la relazione tecnica al Servizio Fitosanitario della Regione Abruzzo e programmando e effettuando gli interventi sulle alberature maggiormente compromesse. Il fenomeno, però, non riguardando solo Pineto - infestazioni sono state rilevate anche a Pescara, dove un focolaio è attivo da alcuni anni, ad Alba Adriatica, a Silvi, a Martinsicuro e a Giulianova, dove sono stati segnalati i primi sintomi - richiede una risposta all’altezza. Gli stessi esperti incaricati dai Comuni sono chiari su un punto: le temperature estive prolungate hanno favorito lo sviluppo di una quarta generazione dell’insetto, con una capacità riproduttiva eccezionale. Non è un episodio isolato: è un fenomeno che il cambiamento climatico rende strutturale, e che come tale va affrontato.
“Come Comune abbiamo scelto di intervenire immediatamente sulle piante più colpite – dichiara il sindaco di Pineto Alberto Dell’Orletta –. In questi mesi abbiamo messo in campo risorse e competenze per affrontare il problema, lavorando anche in sinergia con l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano. Una parte degli interventi è stata infatti resa possibile grazie alle risorse del progetto ministeriale RiConnEcTo, attraverso l’AMP, mentre un’altra parte è stata garantita direttamente con risorse del bilancio comunale. Stiamo inoltre procedendo con i trattamenti nelle aree individuate dai tecnici per salvaguardare il più possibile il nostro patrimonio. Quello che sta accadendo ci dice che siamo di fronte a un problema che supera i confini di Pineto e dei singoli territori comunali. I Comuni devono certamente fare la propria parte, e Pineto la sta facendo, ma non possiamo pensare che un’emergenza di queste dimensioni possa essere sostenuta esclusivamente dai bilanci comunali. Per questo chiediamo alla Regione Abruzzo di assumere un ruolo di coordinamento e di sostegno concreto, intanto ho convocato per il 9 settembre prossimo una riunione con tutti i sindaci della costa teramana, allargato anche all’assessorato regionale all’Ambiente, nonché al servizio fitosanitario regionale, per affrontare insieme la problematica”.
A Pineto parallelamente agli interventi, prosegue un articolato sistema di monitoraggio che integra verifiche dirette sul campo, tecnologie multispettrali, rilievi e georeferenziazione GPS. Il drone multispettrale affianca le verifiche a terra, mentre il rilievo GPS consente di georeferenziare le alberature oggetto di monitoraggio e di aggiornare progressivamente il quadro della situazione sul territorio. Le attività di endoterapia hanno già interessato le alberature contigue alla pineta storica di via De Gasperi e del Parco della Pace e sono già terminati in via Doria, dove gli interventi sono curati dal Comune di Pineto. Le attività stanno inoltre interessando la pineta costiera di Pineto. Gli interventi specialistici di endoterapia sono effettuati dai tecnici della ditta NL Group, mentre il monitoraggio fitosanitario è svolto da Res Agraria nell’ambito del progetto RiConnEcTo, sotto il coordinamento dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano. Nelle altre aree interne di Pineto, gli interventi sono attuati dal Comune attraverso ditte specializzate, con il supporto tecnico degli agronomi incaricati. Prosegue inoltre il campionamento sulle alberature individuate come campione: in via De Gasperi è stato effettuato un prelievo di materiale vegetale prima del trattamento e un ulteriore campionamento sarà effettuato a circa un mese dall’endoterapia, per acquisire elementi utili alla valutazione dell’efficacia degli interventi. Al momento e in pochi giorni sono stati trattati già 170 pini, dato che aumenterà nel brevissimo periodo e nei prossimi giorni è previsto anche un ulteriore sopralluogo con il Servizio Fitosanitario Regionale, per verificare l’andamento della situazione, confrontare le evidenze raccolte attraverso le diverse attività di monitoraggio e valutare la prosecuzione degli interventi.
Le pinete costiere non rappresentano soltanto un elemento caratteristico del paesaggio urbano. Sono un patrimonio ambientale, contribuiscono alla biodiversità e alla tutela della fascia costiera, costituiscono un elemento fortemente identitario e rappresentano anche un valore turistico ed economico per i territori. In un contesto segnato dall’aumento delle temperature e dalla necessità di rafforzare il verde urbano come strumento di adattamento climatico, la loro tutela assume un’importanza ancora maggiore.
“Non chiediamo alla Regione di sostituirsi ai Comuni, ma di affiancarli – prosegue il sindaco –. Serve una strategia condivisa, perché il fenomeno interessa più territori e richiede monitoraggi costanti, trattamenti ripetuti e risorse significative. Sarebbe importante istituire un tavolo permanente che coinvolga Regione Abruzzo, Servizio Fitosanitario regionale, Comuni costieri e gli enti interessati, a partire dall’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, per condividere dati, coordinare gli interventi e costruire una programmazione pluriennale. L’obiettivo è arrivare a una gestione coordinata dell’emergenza, evitando che ogni Comune debba procedere autonomamente e intervenire soltanto quando l’infestazione raggiunge livelli critici. Chiediamo quindi alla Regione un impegno concreto, innanzitutto sul piano del coordinamento tecnico e del sostegno economico agli interventi. Le risorse comunali possono consentire di affrontare le situazioni più urgenti, ma per proteggere un patrimonio che appartiene all’intera costa abruzzese serve una programmazione più ampia e strutturale. Pineto è pronta a fare la propria parte e a mettere a disposizione l’esperienza maturata in questi mesi. Ora è necessario costruire insieme una risposta regionale”.