Cinghiali, creare zone di caccia all’interno di alcune aree dei Parchi
Lettera aperta di Bucciarelli sulla espansione degli ungolati, ostacolo alle coltivazioni e al rilancio delle aree interne
2026-02-27T11:39:00+01:00 - La Redazione
TERAMO - Lettera aperta di Domenico Bucciarelli all'Ente Parco Gran Sasso-Laga, ai sindaci dei Comuni ricadenti nel Parco e al Presidente della Provincia di Teramo sui problemi legati alla diffusione dei cinghiali che rischiano di diventare un ostacolo al rilancio delle aree interne. Di seguito il testo della lettera:
Signori Amministratori, come gran parte di coloro che sono stati “indotti” a lasciare per motivi di lavoro i loro paesi natii, anch’io nel corso delle stagioni estive uso trascorrere qualche mese nei territori di origine. Sono nato a Nerito di Crognaleto, paese posto tra il Gran Sasso ed i Monti della Laga, inserito nell’area del Parco Nazionale. La passione per la montagna non mi ha mai abbandonato e per questa ho a disposizione per la mia famiglia un fabbricato, avuto in eredità. Uso coltivare per diletto nel periodo estivo uno spicchio di terreno agricolo, anche per tenere pulite delle aree che, altrimenti, sarebbero abbandonate. Amo passeggiare in montagna, soprattutto alla ricerca di funghi. Di fatto, come tanti altri compaesani, uso trascorrere estati in montagna a contatto con una natura incontaminata.
Questi svaghi, purtroppo, da qualche anno sono diventati sempre più impraticabili per la notevole espansione dei cinghiali, in seguito alle rintroduzioni massicce operate a scopo venatorio negli anni ‘80 e ‘90. Di seguito, vi è stato un notevole aumento di questo animale per l’assenza di predatori naturali, per l’abbandono di coltivi, per una maggiore disponibilità di spazi a causa della crisi dell’agricoltura, per la sua notevole prolificità, ma sopratutto per l’assenza di una politica programmatoria che avrebbe dovuto tendere ad una riduzione della specie attraverso strumenti utilizzati in altri contesti territoriali. Di fatto, attualmente con l’abbondanza di cinghiali non è più possibile coltivare gli orti, passeggiare nei prati perla presenza di tante buche e solchi, andare a funghi per la distruzione delle loro germazioni, per il pericolo di branchi giunti sino alle porte di Teramo e dei maggiori centri provinciali. Pertanto, le località montane, già fortemente penalizzate per l’abbandono, con il silenzio delle amministrazioni comunali, stanno rischiando un ulteriore isolamento, se non verrà posto urgente riparo alla diffusione di questi animali predatori e pericolosi sotto l’aspetto igienico-sanitario.
Cosa fare? Una soluzione potrebbe essere rappresentata dall’individuazione all’interno del Parco di zone da caccia (zona cuscinetto), ove trasferire i cinghiali. Per esercitare un simile provvedimento, dovrebbe essere modificata una norma nazionale per consentire la caccia all’interno di alcune zone dei Parchi naturali. Tutto quanto, per consentire una riduzione in medio termine del proliferarsi di un animale che sta arrecando difficoltà ad uno sviluppo possibile dei nostri territori, così belli ed attraenti.
La mia è un invito alle Autorità competenti affinché provvedano a programmare ed esercitare un’attività di controllo sul moltiplicarsi della presenza dei cinghiali. - Domenico Bucciarelli -