Cinema Aurora tornerà ad essere patrimonio della città

L'immobile è stato acquistato dall'amministrazione comunale albense: è un luogo che appartiene alla memoria collettiva

- La Redazione

Cinema Aurora tornerà ad essere patrimonio della città

ALBA ADRIATICA - L'acquisizione dell'immobile rappresenta una scelta importante per la rigenerazione urbana e la valorizzazione di uno dei luoghi identitari del primo nucleo urbano di Alba Adriatica.
Con l'approvazione della delibera da parte del Consiglio comunale del 29 ottobre, l'ex Cinema Aurora entra nel patrimonio comunale. Un passaggio significativo per il futuro di Alba Adriatica, che non riguarda soltanto l'acquisizione di un immobile dismesso, ma il recupero di un luogo che appartiene alla memoria collettiva e alla storia sociale della città.

Situato nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria, il Cinema Aurora si trova in un'area significativa per la formazione del primo nucleo urbano cittadino, oggi interessata da un più ampio percorso di riqualificazione. Per generazioni ha rappresentato un luogo di incontro e socialità. La scelta di acquisirlo, evitando la demolizione, consente di preservarne il valore e di porre le basi per una nuova funzione di interesse pubblico.

"La rigenerazione urbana – sottolinea la Sindaca – non significa soltanto recuperare edifici e riqualificare spazi, ma restituire identità, relazioni e opportunità ai luoghi della città. Recuperare uno spazio dismesso significa anche riaffermare la presenza delle istituzioni, contribuire alla sicurezza e contrastare i processi di abbandono. Accanto alla vigilanza e al controllo del territorio, crediamo sia fondamentale investire nella cultura e nella socialità. La cultura è uno strumento di coesione, capace di mettere in relazione generazioni e sensibilità diverse e rafforzare il senso di appartenenza a una comunità. È questa la prospettiva che accompagna il recupero del Cinema Aurora: farne, in futuro, un luogo di cultura inteso come bene comune".

L'operazione dà attuazione a un impegno assunto nel programma elettorale e si realizza attraverso un Progetto Edilizio Unitario che prevede il trasferimento dell'immobile e dell'area di pertinenza al Comune, a fronte del riconoscimento di diritti edificatori compensativi su un altro lotto, nel rispetto della normativa regionale e comunale. L'acquisizione avviene senza esborso finanziario diretto per l'Ente ed è accompagnata da un'apposita convenzione che garantirà il vincolo di destinazione all'uso pubblico.
 
L'acquisizione costituisce dunque il primo passo di un percorso che lascia aperte alle future fasi amministrative le scelte progettuali e funzionali, ma fissa un obiettivo preciso: conservare un luogo identitario e restituirlo alla città come patrimonio pubblico, affinché possa tornare a essere uno spazio di cultura, incontro e comunità.