“Ciliegie amare”, gran partecipazione alla presentazione del libro di Liliana Nechita

L'incontro ha trasformato la sala Ipogea di Teramo in uno spazio di ascolto, confronto e consapevolezza

2026-02-24T09:26:00+01:00 - La Redazione

“Ciliegie amare”, gran partecipazione alla presentazione del libro di Liliana Nechita

TERAMO - Si è svolta domenica 22 febbraio, presso la Sala Ipogea di Teramo, la presentazione del libro “Ciliegie amare” di Liliana Nechita, un incontro che ha superato la tradizionale formula letteraria per diventare un momento di riflessione collettiva sul significato umano dell’emigrazione, del lavoro di cura e della dignità.

L’evento, ideato e organizzato da Sonia Delle Monache con l’Associazione Culturale Liberementi, con il patrocinio del Comune di Teramo e in collaborazione con Donne Protagoniste in Sanità, la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo, il Soroptimist Club di Teramo, il Rotary Club di Teramo, il Club FIDAPA sezione di Teramo, ha rappresentato un’importante occasione di confronto per la comunità cittadina.

All’incontro erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, tra cui l’Assessore con delega alle Pari Opportunità Alessandra Ferri, la Presidente della Commissione Pari Opportunità Marilena Rossi, il Comandante dell’Arma dei Carabinieri Vincenzo D’Alto e della Polizia Penitenziaria Francesco Scarangella, a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso i temi affrontati.

L’iniziativa si è aperta con un suggestivo intervento musicale a cura dell’artista e cantastorie abruzzese Franco Palumbo, in arte Roppoppò, che ha introdotto l’incontro con emozione e intensità, preparando il pubblico all’ascolto delle storie raccontate nel libro. A moderare l’incontro è stata la giornalista Lisa Di Giovanni, che ha guidato il pubblico in un percorso fatto di letture, dialoghi e domande profonde, lasciando spazio alla voce diretta dell’autrice e privilegiando l’ascolto rispetto al semplice riassunto dell’opera.

La serata si è articolata in sei letture tratte dal testo, affidate ai Presidenti delle associazioni coinvolte: Enzo Delle Monache (Associazione Culturale Liberementi), Arianna Fasulo (Soroptimist Teramo), Erika Angelini (Commissione Pari Opportunità Provinciale), Raffaele Falone (Rotary Club Teramo), Marianna Gagliardi (FIDAPA Teramo), e Sonia Delle Monache (come Referente Regione Abruzzo Donne Protagoniste in Sanità).

Le lettere hanno raccontato la partenza come “non scelta”, la paura della frontiera, la solitudine del lavoro domestico, l’invisibilità sociale di chi lavora in nero, la difficoltà di raccontare il dolore a chi resta, fino al “carcere interiore” che può accompagnare anche chi possiede documenti, conosce la lingua e appare integrato.

Particolarmente toccante il passaggio sull’“anima spaccata in due” e sulla condizione di chi vive in una casa che non è la propria, accudendo famiglie altrui mentre la propria resta lontana. Dal dialogo con l’autrice è emerso come il libro non sia soltanto il racconto di una badante rumena, ma una narrazione universale sullo sradicamento, sulla fragilità e sul bisogno di essere riconosciuti.

Durante il confronto è emersa una domanda centrale: possiamo parlare davvero di libertà quando una donna accetta lavori lesivi della propria dignità per necessità economica? E quale ruolo può avere il territorio nel prevenire solitudine e sfruttamento?

Liliana Nechita ha spiegato come il libro sia nato da una necessità interiore prima ancora che letteraria e come, dopo la pubblicazione e l’intervista televisiva, molte persone - non solo migranti - si siano riconosciute nelle sue parole: italiani all’estero, lavoratori precari, genitori lontani dai figli, persone che si sentono “fantasmi” pur vivendo accanto a noi.

L’incontro si è concluso con un lungo applauso e con la firma delle copie, in un clima di partecipazione autentica e dialogo aperto. Un momento che ha lasciato nella comunità teramana non solo emozione, ma una consapevolezza nuova: dietro ogni storia di migrazione c’è prima di tutto una storia umana.