Che fine hanno fatto le politiche regionali sulla mobilità ciclistica?
Se lo chiedono i movimenti per la ciclabilità abruzzesi, uniti sotto le sigle Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano e Coordinamento Abruzzese Mobilità Sostenibile
2026-02-21T16:44:00+01:00 - La Redazione
TERAMO - Che fine hanno fatto le politiche regionali sulla mobilità ciclistica? Se lo chiedono i movimenti per la ciclabilità abruzzesi, uniti sotto le sigle Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano e Coordinamento Abruzzese Mobilità Sostenibile ricordando come, nonostante in Regione Abruzzo si moltiplichino progetti di itinerari e infrastrutture ciclabili, manchi una vera e propria strategia per rendere la Regione a misura di bicicletta e di ciclista. Tante sono le azioni che la Regione si è impegnata a mettere in atto, con propri provvedimenti, che però, ad oggi, risultano non attuate o bloccate. Iniziamo dall'Ufficio regionale per la mobilità ciclistica di area vasta, istituito dalla L.R. 5/2016, che avrebbe docuto avere compiti di coordinamento degli enti che intervengono con investimenti ed opere in materia di mobilità ciclistica ma che, da quanto è dato sapere, non è mai stato organizzato. Passiamo poi all’attuazione della L.R. 25 marzo 2013, n. 8 - Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica – una delle norme dimenticate dalla Regione e dagli Enti locali che, anticipando l’omologa legge nazionale n. 2 del 2018, impegnava l’Ente Regionale a redigere il Piano regionale della mobilità ciclistica, allo scopo di perseguire, attraverso la creazione di una rete ciclabile regionale, obiettivi di intermodalità e di migliore fruizione del territorio e di garantire lo sviluppo in sicurezza dell'uso della bicicletta sia in ambito urbano che extraurbano, piano che non ha mai visto la luce con il pericolo che i tracciati ciclabili esistenti ed in progettazione non rispondano ad una visione generale strategica, vanificando, così, parte dei benefici attesi. Ma, oltre a uffici e piani dimenticati, ricordiamo anche il marchio Abruzzo Bike Friendly, approvato con DGR n. 72 del 3 febbraio 2020, con tanto di disciplinare, e l’omonimo sito web, che avrebbero dovuto promuore attività ricettive, stabilimenti balneari, strutture commerciali, con requisiti di accessibilità al ciclista, e al cicloturista in generale, che dopo una pubblicizzata partenza sono caduti nel dimenticatoio.
Tutti elementi, sottolineano i coordinamenti di ciclisti abruzzesi, che sono indispensabili per portare avanti progetti locali, regionali, nazionali ed europei in maniera efficace ed efficiente, evitando sovrapposizioni e sprechi di risorse, privilegiando la pianificazione progettuale e strategica per l’ottimizzazione delle azioni per la promozione della mobilità ciclistica e del cicloturismo.
Avendo appreso della riunione della Regione con i parter del progetto Cyros (Adriatic Ionian Cycle Route for Sustainable Tourism) i coordinamenti per la mobilità sostenibile chiedono, che la Regione Abruzzo, per rafforzare le azioni in atto, attui le norme già approvate ed istituisca l’Ufficio regionale per la mobilità ciclistica di area vasta predisponendo, in tempi brevi, il Piano regionale della mobilità ciclistica, anche in attuazione dell’art. 5 della Legge 11 gennaio 2018 , n. 2 .