Centro del Riuso a Fonte dell’Olmo, Noi Moderati: Nugnes e Pavone gettano la maschera

Il circolo locale di Noi Moderati interviene in merito alla decisione della maggioranza di completare i lavori del centro di trattamento dei rifiuti

- La Redazione

Centro del Riuso a Fonte dell’Olmo, Noi Moderati: Nugnes e Pavone gettano la maschera

ROSETO - L’incoerenza al potere tradisce la fiducia dei cittadini. Le recenti dichiarazioni della maggioranza Nugnes sul centro di raccolta e
riuso di Fonte dell’Olmo rappresentano la certificazione di un tradimento verso il corpo elettorale. Il circolo locale di Noi Moderati interviene sulla questione che sta tenendo banco in questi giorni in merito alla decisione della maggioranza di completare i lavori del centro di trattamento dei rifiuti che sorgerà nella cittadella dello sporto rosetana. Oggi l’Amministrazione si trincera dietro la continuità amministrativa e il rischio di danni erariali per giustificare la realizzazione dell’opera. Ci domandiamo dove erano questi timori e questi scrupoli legali nel 2021, quando gli attuali amministratori cavalcavano il malcontento dei residenti promettendo che la struttura non sarebbe mai sorta in quella zona precisa il coordinatore locale Ermanno Di Loreto. È evidente che siamo di fronte a una narrazione di comodo. Se, come affermano oggi, gli atti erano già vincolanti e l’iter era irreversibile, allora la conclusione è una
sola: nel 2021, in piena campagna elettorale, hanno consapevolmente non raccontato ai cittadini la verità. Hanno promesso l’impossibile pur di rastrellare voti, alimentando le speranze dei cittadini con l’unico scopo di occupare le poltrone del governo cittadino. Se sapevano di non poter bloccare l’opera, hanno messo in piedi un raggiro politico degli elettori. Se non lo sapevano, hanno dimostrato un’approssimazione amministrativa preoccupante per chi si candidava a guidare la; aggiunge Di Loreto. Il richiamo del capogruppo Enio Pavone alla continuità degli atti appare quasi grottesco se confrontato con la veemenza con cui, dai
banchi dell’opposizione o dai palchi elettorali, si garantiva che tutto sarebbe cambiato. Non c’è stato alcun impegno reale per trovare alternative tecniche o legali solide per lo spostamento; c’è stata solo la rassegnazione di chi, una volta ottenuta la gestione del potere, ha preferito la strada più semplice a discapito della parola data. La politica non può essere ridotta a un mero esercizio di opportunismo dove si dice tutto e il contrario di tutto a seconda che si sia fuori o dentro il palazzo. Chi tradisce in modo così palese la fiducia di chi ha creduto in un cambiamento, chi usa i comitati e le preoccupazioni dei quartieri come trampolino di lancio per poi voltare le spalle, non merita il rinnovo del consenso conclude Di Loreto.