Centri per la famiglia, la Uil contesta la precarietà della misura

Finanziamento per il potenziamento e la creazione di nuovi Cpf solo per 18 mesi. Servizi a rischio di frammentazione

2026-03-02T10:10:00+01:00 - La Redazione

Centri per la famiglia, la Uil contesta la precarietà della misura

PESCARA - Il segretario generale della Uil Abruzzo Michele Lombardo e il componente della segreteria regionale Massimo Longaretti intervengono sui fondi destinati all’Abruzzo per il potenziamento e la creazione di nuovi Centri per la famiglia: “Alla Regione è stata assegnata una somma di 1.168.122 milioni di euro. L'intervento è originato da un avviso pubblico dell'agosto 2025, che punta a una diffusione più omogenea di queste strutture su tutto il territorio. L'obiettivo dichiarato è trasformare i Cpf in veri e propri nodi di rete capaci di offrire counseling per adolescenti, supporto alla genitorialità, promozione dell'affido e sostegno nei cosiddetti "primi mille giorni" di vita del bambino”.

La Uil Abruzzo pur condividendo questa impostazione, solleva alcune preoccupazioni: “Siamo contrari a servizi a termine, nonostante l'ingente stanziamento esprimiamo timore circa la natura sperimentale della misura stessa, il finanziamento copre infatti un arco di soli 18 mesi. La natura temporalmente circoscritta dell’intervento non garantisce di conseguenza la stabilizzazione delle funzioni e delle professionalità coinvolte, il rischio che, una volta esauriti i fondi, il potenziamento resti un'opera incompiuta senza incidere in modo strutturale sul welfare territoriale”.

La riflessione del sindacato confederale abruzzese deriva dall’incontro, avvenuto lo scorso 25 febbraio, tra il Ministero per la Famiglia e gli assessori regionali per fare il punto sul potenziamento dei Centri per la famiglia, un’operazione sostenuta da un investimento complessivo in Italia di 55 milioni di euro. L’obiettivo è far diventare i Centri veri e propri luoghi di accompagnamento, supporto e orientamento nei confronti della maternità e della paternità, della tutela e promozione dello sviluppo armonioso dei bambini e degli adolescenti, in una logica di ascolto dei reali bisogni della famiglia.

Inoltre Uil Abruzzo pone l’attenzione sulla lettura della crisi demografica come chiave esclusiva per interpretare le fragilità sociali: “Le difficoltà delle famiglie non dipendono solo dalla natalità, ma da fattori strutturali e profondi come la precarietà lavorativa come ad esempio il part time involontario, le disuguaglianze territoriali e la carenza di servizi sociosanitari, ancora più acuiti dal grave deficit sanitario abruzzese. I nuovi Centri non devono essere 'isole' separate, ma devono integrarsi perfettamente con i consultori e i servizi sociali esistenti per evitare sovrapposizioni e sprechi di risorse. La Uil Abruzzo ribadisce, il proprio impegno e la propria disponibilità ad un confronto vero sul tema per cercare di superare tali criticità”.