Cena di solidarietà per Shadi Al Tabatibi
Grazie al Comune di Sant' Omero per aver permesso che questa idea divenisse realtà ed a chiunque ha partecipato sabato scorso
- La Redazione
SANT'OMERO - Sabato 9 maggio si è tenuto un evento straordinario: 150 persone si sono incontrate per una cena il cui ricavato è stato interamente devoluto alla famiglia di Shadi, fotografo gazawi a cui lo Stato di Israele ha barbaramente ucciso parenti ed amici.
150 persone sono state insieme, animate e tenute vicine unicamente dal senso di umanità ed altruismo. Persone molto diverse tra loro, di differenti culture, opinioni ,religioni e tradizioni. Per una sera le differenze sono scomparse e la società si è ritrovata unita attorno ad un nobile scopo, sfamare, nutrire, soccorrere delle persone senza guardare alla loro fede o colore della pelle.
Durante un collegamento organizzativo per la cena,nelle scorse settimane, Shadi aveva subíto la perdita della suocera a Gaza, venuta a mancare per assenza di medicinali e cure adeguate alle sue patologie. Eppure lui era lì, a telefono con noi, per poter organizzare anche da lontano la sua presenza.
La resistenza del popolo palestinese è ogni giorno e continueremo a parlarne e a sostenere i e le gazawi in ogni modo che ci è possibile.
Grazie a tutte le realtà che hanno contribuito alla realizzazione della cena: L'assalto ai forni,Therchimica, Mirtillo Viola,Vini Aurora,Lu Casó,Il paradiso di Mustafa di Giulianova,La Casa di Gaia,Savó,L'isola di Amantani,Macelleria Halal di Teramo,Ortofrutta da Peppe,il papà della nostra compagna Valentina.
Si ringraziano con affetto le Comunità islamiche di San Nicoló e Centobuchi.
Si ringrazia l'Anpi Val Vibrata per il contribuito donato e la Proloco di Sant' Omero per l'uso delle cucine, il Coordinamento Nativa di Porto Sant'Elpidio ed il Coordinamento Marche per la Palestina- Fermo.
Grazie al Comune di Sant' Omero per aver permesso che questa idea divenisse realtà ed a chiunque ha partecipato sabato scorso.
"Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e di’: magari fossi una candela in mezzo al buio” - Maḥmūd Darwīsh