C'è un tour delle acque a L'Aquila e dintorni

L'iniziativa è della FIAB che ha raggiunto la Riserva delle Sorgenti del Fiume Vera

- Walter Cori

C'è un tour delle acque a L'Aquila e dintorni

L'AQUILA - C’è un’intera città nascosta sotto quella che conosciamo. Un sistema di sorgenti, fontane, fiumi e canali che ha deciso dove sarebbe sorta L’Aquila, dove avrebbero macinato i mulini, dove le cartiere avrebbero trasformato stracci in parole. Il 22 marzo, Giornata Mondiale dell’Acqua, siamo andati a cercarla in bicicletta.

Siamo partiti dalla Fontana delle 99 Cannelle, dal Borgo Rivera, il cuore acquatico della città medievale, là dove sorgeva Acculi, il sito originario dell’insediamento; abbiamo risalito le sponde dell’Aterno e del Vetoio, passando per le fontane storiche del centro, fino a raggiungere la Riserva delle Sorgenti del Fiume Vera, a Tempera. Un posto incantevole che molti aquilani non hanno mai visto, a pochi minuti da casa.

Lungo le rive del Vera, con le bici rigorosamente condotte a mano, abbiamo trovato i segni di un’economia che non esiste più: una cartiera, una ramiera, un mulino. Edifici silenziosi che raccontano quanto le comunità umane siano cresciute attorno all’acqua, ne abbiano fatto energia, commercio, cultura. Il cicloturismo, anche il nostro di mezza o di una intera giornata, ha questo potere: costringe a fermarsi dove una persona in automobile non si fermerebbe mai.

Questo giro è stato anche il seguito naturale del Tour delle Acque in Bici del 20 settembre 2025, nato durante la Settimana Europea della Mobilità. Due tappe di un percorso più lungo che FIAB L’Aquila sta costruendo per rendere accessibile, in sella, un patrimonio idrico, storico, artistico e paesaggistico straordinario.

L’acqua, però, non è solo storia locale. È geopolitica. È emergenza. È il motivo per cui in questo momento, durante questa ennesima, sconsiderata ed inutile guerra, stanno bombardando impianti di desalinizzazione da cui dipende il 90% dell’acqua potabile di intere popolazioni.

La bicicletta è uno strumento di pace, di consapevolezza, di democrazia, utile per combattere le disuguaglianze che la mancaza dell’acqua, molto spesso provocata dalla protervia e dalla sopraffazione di uomini e donne su altri uomini e altre donne, produce in molte parti del mondo.

Pedalare per conoscere il proprio territorio è già un atto politico: afferma che i beni comuni come l’acqua, il paesaggio, la memoria collettiva valgono più di qualsiasi rendita.

 
Vuoi unirsi ai prossimi giri di FIAB L’Aquila? Il calendario 2026 è ricco di appuntamenti: il 25 aprile saremo nella Valle di Tornimparte per celebrare la Liberazione su due ruote. Seguici e iscriviti alla nostra newsletter per non perdere nessuna uscita.