Cavallari: "Seconda bocciatura dell’atto aziendale, Marsilio e Verì penalizzano Teramo"

Malattie infettive, Chirurgia di Sant’Omero e Centro Trasfusionale: è il fallimento di una scelta politica reiterata

2026-02-05T17:43:00+01:00 - La Redazione

Cavallari: "Seconda bocciatura dell’atto aziendale, Marsilio e Verì penalizzano Teramo"

TERAMO - “La seconda bocciatura dell’atto aziendale della Asl di Teramo segna un punto di non ritorno. È il fallimento di una scelta politica precisa e reiterata, firmata dal presidente Marco Marsilio e dall’assessore alla Sanità Nicoletta Verì. Di fronte a questo esito, invece di assumersi le proprie responsabilità, si cerca di minimizzare le conseguenze reali di decisioni che penalizzano in modo evidente la sanità teramana. Si prova a far passare il messaggio che ‘nulla cambia’, che l’Unità Operativa di Malattie Infettive UOSD era e UOSD rimane, e che la dottoressa D’Alonzo resta al suo posto. Ma questa narrazione rassicurante non regge: la trasformazione in UOC era necessaria per garantire autonomia, peso decisionale e capacità di programmazione. Dire che tutto rimane uguale significa solo difendere l’indifendibile”. È durissimo il giudizio di Giovanni Cavallari, capogruppo di Abruzzo Insieme. 
Se davvero nulla cambia – incalza Cavallari – qualcuno dovrebbe spiegare perché, in due distinti atti aziendali, si è chiesto di trasformare Malattie Infettive in UOC. Le due cose non possono coesistere. O quella trasformazione era necessaria, e allora la bocciatura dell’atto aziendale è un danno grave, oppure era solo una promessa di facciata, utile a tranquillizzare il territorio”.
Ma i danni non si fermano qui – prosegue Cavallari –: con lo stesso atto aziendale Teramo perde la UOC di Chirurgia a Sant’Omero, un colpo durissimo per l’offerta sanitaria provinciale, e il Centro Trasfusionale viene declassato, riducendo qualità e capacità di risposta immediata ai bisogni dei cittadini. Questi non sono dettagli: sono scelte politiche precise, che pesano ogni giorno sulle vite dei teramani”.
Finalmente – aggiunge Cavallari – potrà riunirsi anche il Comitato Ristretto dei Sindaci, chiamato a valutare in modo diretto e concreto quanto le scelte regionali abbiano inciso sull’offerta sanitaria della provincia di Teramo. Un passaggio dovuto e necessario, che arriva con grave ritardo, ma che conferma la centralità del territorio nella difesa dei propri servizi”.
Questo modo di procedere è una farsa politica – sottolinea Cavallari –: da una parte si riconosce nei fatti la necessità di rafforzare reparti e servizi, lo si scrive negli atti di programmazione, e poi, quando quegli atti vengono bocciati, si tenta di far credere che nulla sia cambiato. Questa è una contraddizione politica evidente”.
“Il tempo delle ambiguità è finito – conclude Cavallari –. Teramo non può più accettare una sanità fatta di minimizzazioni, passi indietro mascherati da normalità e promesse mai mantenute. Le responsabilità sono chiare e sono politiche. Ora vogliamo sapere da tutti i consiglieri regionali eletti nella nostra provincia da che parte stanno: con la difesa dei cittadini teramani o con Marsilio e Verì?”.