Castrogno, Giovanni Cavallari: "E' al collasso"
"Il Governo parla di misure alternative per migliaia di persone, ma senza risorse anche le buone intenzioni restano sulla carta"
- Walter Cori
TERAMO – “Il sopralluogo effettuato a Castrogno insieme agli avvocati della Camera Penale di Teramo ci ha consegnato una realtà che non può più essere ignorata: un carcere sovraffollato, personale insufficiente e condizioni che rendono sempre più difficile garantire sicurezza, dignità e funzione rieducativa della pena”.
A dirlo è Giovanni Cavallari, capogruppo regionale di Abruzzo Insieme, dopo la visita effettuata nei giorni scorsi all’interno della casa circondariale teramana.
“Voglio innanzitutto ringraziare la Camera Penale di Teramo per l’invito e, in particolare, l’avvocato Gennaro Lettieri, per aver promosso questo momento di confronto e averci consentito di conoscere direttamente una realtà che troppo spesso rimane lontana dal dibattito politico”.
“I numeri parlano da soli: 461 detenuti a fronte di una capienza di 250 posti, ai quali si aggiunge una grave carenza di organico nella Polizia Penitenziaria. Ma quello che abbiamo visto non è soltanto un problema di Castrogno: è la fotografia di una crisi del sistema penitenziario italiano che la politica non può più limitarsi a registrare”.
Ed è proprio su questo punto che, secondo Cavallari, occorre guardare alle recenti iniziative del Governo.
“Il ministro Nordio ha proposto misure alternative per una platea potenziale di migliaia di detenuti, con l’obiettivo di ridurre il sovraffollamento. È una strada che può essere utile. Ma dopo quello che abbiamo visto a Castrogno la domanda è inevitabile: dove sono le strutture? Dove sono le risorse? Chi garantisce i percorsi sanitari, assistenziali e di reinserimento?”
“Perché se si vuole spostare una parte della risposta dal carcere alle strutture territoriali, bisogna metterle nelle condizioni di funzionare. Altrimenti rischiamo l’ennesimo paradosso: si annuncia una soluzione, ma non si finanziano le condizioni per realizzarla”.
Per Cavallari, è questa la contraddizione politica alla quale il Governo deve rispondere. “Da una parte si annunciano misure capaci di alleggerire il sovraffollamento; dall’altra, senza adeguate risorse, il rischio è che tutto rimanga sulla carta. Nel frattempo Castrogno continua a essere sovraffollato e il personale continua a lavorare in condizioni difficilissime”.
“Non è una polemica ideologica – precisa il capogruppo di Abruzzo Insieme –. È ciò che abbiamo verificato sul campo insieme alla Camera Penale. Per questo la politica deve partire dalla realtà e non dagli annunci: prima di promettere migliaia di posti nelle strutture alternative, bisogna creare le condizioni perché quei posti esistano davvero”.
Cavallari chiede quindi che la Regione Abruzzo non rimanga estranea alla discussione.
“Il tema delle carceri non riguarda soltanto il Ministero della Giustizia. Sanità penitenziaria, dipendenze, salute mentale, formazione, lavoro e reinserimento coinvolgono direttamente anche i servizi territoriali. La Regione, quindi, ha una responsabilità precisa e deve fare la propria parte”.
“Per questo ritengo necessario aprire un confronto serio sul sistema penitenziario abruzzese, partendo da quanto emerso a Castrogno. Non possiamo aspettare ogni volta che l’emergenza esploda per poi limitarci a denunciarla”.
“Il sopralluogo con la Camera Penale – conclude Cavallari – ci ha ricordato che dietro i numeri ci sono persone, agenti, operatori, avvocati e famiglie. 461 detenuti per 250 posti non sono un numero: sono il fallimento di un sistema che non può più essere governato con gli annunci. Al Governo chiediamo risposte, risorse e tempi certi. Perché sulla sicurezza e sulla dignità delle persone non si può più rimandare”.