Caso OSS, Taglieri (M5S): "Dodici lavoratori assunti e mandati a casa per un errore delle Asl"

Le scuse non bastano, ora servono soluzioni concrete

- La Redazione

Caso OSS, Taglieri (M5S): "Dodici lavoratori assunti e mandati a casa per un errore delle Asl"

L'AQUILA - «Oggi, in Commissione di Vigilanza, abbiamo ascoltato le spiegazioni dei Direttori generali delle ASL coinvolte, preso atto delle scuse e delle rassicurazioni per il futuro, ma resta un fatto che nessuna giustificazione può cancellare: dodici lavoratori, prima assunti e poi licenziati, insieme alle loro famiglie hanno pagato il prezzo di un grave errore amministrativo della sanità pubblica abruzzese. E questo è inaccettabile», dichiara il Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri, al termine dell'audizione che ha visto la partecipazione dell'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì e dei Direttori generali Mauro Palmieri e Vero Michitelli.

«Dodici persone hanno firmato un contratto di lavoro con la sanità pubblica, hanno preso servizio e, nel giro di pochi giorni, si sono ritrovate senza occupazione per un errore che non hanno commesso», spiega Taglieri. «Alcune avevano addirittura lasciato il precedente impiego, confidando nella regolarità di un'assunzione disposta dalla pubblica amministrazione.»

«La ricostruzione emersa durante l'audizione conferma quanto avevamo denunciato», continua il capogruppo M5S. «La ASL Lanciano-Vasto-Chieti, dovendo reperire personale OSS per garantire la copertura dei servizi durante il periodo estivo, ha richiesto l'utilizzo delle graduatorie di altre Aziende sanitarie. Non essendo disponibile quella di Teramo, si è rivolta alla ASL di Pescara, che ha autorizzato lo scorrimento a partire dalla posizione numero 600, quando invece il primo candidato utile era collocato alla posizione 304. Un errore definito materiale che ha determinato l'annullamento della procedura e l'interruzione dei rapporti di lavoro dei dodici operatori che avevano già preso servizio. Ma ciò che colpisce maggiormente è che nessuno abbia intercettato una simile anomalia prima che venissero sottoscritti i contratti e che i lavoratori iniziassero a svolgere le proprie mansioni».

«Durante l'audizione sono stati richiamati i carichi di lavoro degli uffici e l'elevato numero di rinunce registrate nello scorrimento delle graduatorie», continua. «Sono state rappresentate difficoltà organizzative e riconosciuta la gravità dell'accaduto. Prendiamo atto delle spiegazioni e della buona fede dei Direttori generali, ma dobbiamo essere chiari: la buona fede non restituisce un posto di lavoro e le scuse non pagano le conseguenze economiche e familiari di una decisione amministrativa sbagliata. Non possiamo chiedere ai lavoratori di sopportare il rischio degli errori della pubblica amministrazione».

«Un passaggio importante dell'audizione ha riguardato proprio il futuro di queste dodici persone», aggiunge Taglieri. »La direzione della ASL 02 ha riferito di aver avviato interlocuzioni individuali con i lavoratori coinvolti, anche per verificare la possibilità di un rientro presso i precedenti datori di lavoro. È stato inoltre comunicato che lo scorrimento regolare della graduatoria sarebbe arrivato intorno alla posizione 500, lasciando intravedere la possibilità che gli stessi operatori possano essere nuovamente chiamati in tempi relativamente brevi. È una prospettiva positiva, ma non è ancora una soluzione. E soprattutto non può essere affidata esclusivamente alla speranza che una graduatoria continui a scorrere.

Per questo abbiamo chiesto che la vicenda non venga archiviata con una semplice rettifica amministrativa. Occorre seguire individualmente la situazione dei dodici lavoratori, verificare le possibilità concrete di reinserimento e individuare ogni soluzione consentita dalla normativa per ridurre il danno che hanno subito. Particolare attenzione merita chi, avendo lasciato volontariamente un precedente impiego, potrebbe oggi trovarsi senza lavoro e senza accesso agli ammortizzatori sociali. Non possiamo accettare che queste persone finiscano in un vuoto di tutele per aver dato fiducia a un contratto sottoscritto con un'Azienda sanitaria pubblica».

«Abbiamo preso atto anche dell'impegno della ASL di Pescara a introdurre un registro elettronico e strumenti informatici per tracciare lo scorrimento delle graduatorie ed evitare che errori analoghi possano ripetersi», sottolinea Taglieri. «Ma resta una domanda: possibile che, nel 2026, una procedura capace di determinare il futuro lavorativo di decine di persone non fosse già accompagnata da controlli adeguati? La digitalizzazione è certamente necessaria, ma non può diventare l'alibi per dimenticare quanto accaduto.

Attenderemo inoltre gli esiti dell'audit interno disposto dal Dipartimento Sanità, perché è necessario comprendere come sia stato possibile arrivare alla firma dei contratti senza intercettare un errore così rilevante. Non si tratta di cercare colpevoli a tutti i costi, ma di garantire che le responsabilità amministrative vengano accertate e che i lavoratori non siano lasciati soli ad affrontarne le conseguenze».

«La Commissione di oggi ha consentito di fare chiarezza su molti passaggi, ma per noi questa vicenda non è chiusa. Continueremo a verificare lo scorrimento della graduatoria, le iniziative annunciate dalle Aziende sanitarie e soprattutto la situazione occupazionale di ciascuno dei dodici operatori coinvolti. Perché dietro quei contratti annullati non ci sono numeri o pratiche burocratiche: ci sono persone, famiglie, mutui, impegni economici e progetti di vita. E quando è la pubblica amministrazione a sbagliare, non possono essere sempre i lavoratori a pagarne il prezzo. Le scuse sono un primo passo, ma adesso servono fatti. E il primo fatto che vogliamo vedere è una soluzione concreta per queste dodici persone», conclude Taglieri.