Caso Montorio, anche la Cgil prende le distanze da Altitonante
"Il suo è stato un atteggiamento prepotente e patriarcale: si dovrebbe dimettere" si legge nella nota del sindacato
- La Redazione
TERAMO - Le parole pronunciate dal Sindaco di Montorio al Vomano nei confronti della consigliera comunale di opposizione, Alessia Nori, sono incompatibili con il ruolo che un rappresentante delle istituzioni è chiamato a svolgere.
Non siamo di fronte a una semplice intemperanza verbale. Siamo di fronte all’idea che chi governa possa permettersi di umiliare chi dissente. È esattamente il contrario della cultura costituzionale sulla quale si fonda la nostra Repubblica.
La Costituzione non è stata scritta per proteggere chi vince le elezioni. È stata scritta per garantire i diritti di tutte e tutti e soprattutto di chi non dispone della forza dei numeri, di chi sta in minoranza, di chi esercita il diritto di critica e di opposizione. È questo il principio che ogni sindaco o sindaca dovrebbe praticare ogni giorno.
Ancora più grave è che quelle parole siano state rivolte a una donna, richiamando stereotipi e modelli culturali che relegano ancora oggi le donne a ruoli subordinati quando osano prendere parola, contestare e partecipare pienamente alla vita pubblica.
Per queste ragioni riteniamo che il Sindaco Altitonante debba assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto. Le giustificazioni che oggi consegna in un video, invitando a contestualizzare quelle parole (“persona di spessore zero” “non hai preso nemmeno i voti dei parenti e stai ancora qui a farci le lezioncine” “prendi la scopa e impara a fare qualcosa”), non sminuiscono minimamente l’atteggiamento prepotente e patriarcale.
Le sue dimissioni sarebbero un atto coerente, perché in democrazia esistono comportamenti che non possono essere giustificati dal consenso elettorale. Anche chi avesse ottenuto il 100% dei voti è comunque vincolato al rispetto della dignità delle persone, dei principi costituzionali e del ruolo delle istituzioni.
Del resto non ci stupiamo: questa vicenda si inserisce in un quadro che negli ultimi mesi ha già sollevato criticità sul piano culturale e politico rispetto al modo di interpretare le responsabilità pubbliche e i rapporti di genere. Ci riferiamo a come il Sindaco abbia affrontato la vicenda del proprio vice Ciarrocchi: non una parola e lasciato a svolgere il ruolo fino alla fine. Non è dunque possibile liquidare il tutto con un video in cui si chiede la contestualizzazione dell’accaduto.
La CGIL di Teramo e il Coordinamento Belle Ciao condannano l'atteggiamento del Sindaco Altitonante gravemente discriminatorio, autoritario e profondamente lesivo dei nostri principi costituzionali. Ribadiscono altresì che il confronto democratico non può mai trasformarsi in sopraffazione, insulto o delegittimazione personale.
Le istituzioni appartengono a tutte le cittadine e a tutti i cittadini, non a chi le occupa temporaneamente!
Per il Coordinamento BELLE CIAO e per CGIL TERAMO
Alessandra Palombaro, Segretaria Cgil Teramo