Caso di Silvi, Alessandrini e Astolfi (M5S): “Scordella si dimetta o la maggioranza lo mandi a casa”
Per le esponenti pentastellate la vicenda non può esaurirsi nella ricomposizione della giunta. Chiamata in causa l'intera maggioranza
- La Redazione
SILVI - La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini e la già consigliera comunale di Silvi e coordinatrice provinciale del M5S Teramo Simona Astolfi chiedono le dimissioni immediate del sindaco di Silvi, Andrea Scordella, contestando il comportamento tenuto dopo l’aggressione subita dalla vicesindaca Luciana Di Marco.
“L'omertà di Scordella è di una gravità inaudita”, dichiarano Alessandrini e Astolfi. “Di fronte a una donna aggredita da un componente della propria amministrazione, un uomo con un minimo di senso di responsabilità avrebbe dovuto prendere immediatamente e pubblicamente le distanze dall'autore del gesto, condannarlo con la massima fermezza e manifestare tutta la propria vicinanza alla vittima. Invece, la prima preoccupazione del sindaco è stata quella di giustificare l'assenza di tutta la Giunta e della quasi totalità dei consiglieri di maggioranza in Consiglio comunale parlando di un'influenza virale. Un comportamento che consideriamo profondamente indegno del ruolo istituzionale che ricopre. La dignità di un uomo non si misura dalla poltrona che occupa, ma dal coraggio e dalla responsabilità che dimostra quando è chiamato a scegliere da che parte stare”.
Per le esponenti del Movimento 5 Stelle, la gravità della vicenda è ulteriormente accentuata dalla professione del primo cittadino, appartenente alla Polizia di Stato. “Come uomo aveva il dovere morale di schierarsi immediatamente dalla parte della sua vicesindaca” affermano. “Come poliziotto aveva una responsabilità ancora maggiore, perché la tutela di chiunque subisca violenza dovrebbe essere il primo principio a orientare ogni suo comportamento. Come sindaco aveva infine il dovere di dimostrare che le istituzioni non tollerano la violenza e non offrono riparo a chi la esercita. Sono tre livelli di responsabilità che rendono il suo atteggiamento ancora più grave. Il silenzio e l'omertà permettono alla violenza sulle donne di perpetuarsi e contribuiscono a lasciare sole le vittime di fronte all’ingiustizia subita. È inutile riempirsi la bocca di dichiarazioni contro la violenza sulle donne se, quando si manifesta davanti ai propri occhi, non si ha il coraggio di condannarla immediatamente e senza ambiguità”.
Per Alessandrini e Astolfi, la vicenda non può esaurirsi nella ricomposizione della giunta. Chiamano quindi in causa l'intera maggioranza, invitando i consiglieri a prendere le distanze dalla condotta del primo cittadino e a trarne le conseguenze qualora continui a escludere le proprie dimissioni. «Il Sindaco di Silvi deve dimettersi immediatamente. Non può pensare che la fascia tricolore gli consenta di sottrarsi alle proprie responsabilità morali e istituzionali”, affermano. “E se non ha la dignità di fare da solo un passo indietro, siano i suoi consiglieri di maggioranza a dimostrare di averla, restituendo rispettabilità e serietà all'istituzione comunale con le proprie dimissioni, mandando Scordella a casa. Nessuna appartenenza politica e nessuna poltrona possono valere più della dignità delle donne e dei principi che le istituzioni hanno il dovere di difendere”.
“Le responsabilità del Sindaco sono evidenti e sanabili solo con immediate dimissioni. Ogni giorno in cui continua a restare attaccato alla sua poltrona contribuisce a ledere l'istituzione comunale e l’immagine della Città di Silvi. Anche per questo riteniamo che questa esperienza amministrativa debba concludersi al più presto", concludono Erika Alessandrini e Simona Astolfi.