Caso Ciarrocchi, la violenza sulle donne non è un fatto privato ma politico
Centro di cultura Hannah Arendt: "Bisogna prendere posizione"
– La Redazione
MONTORIO AL VOMANO - E’ giunto il tempo in cui gli uomini rappresentanti delle istituzioni della politica in Abruzzo: consiglieri comunali, provinciali e regionali, Sindaci, Presidenti della Provincia e lo stesso Presidente della Regione, Marco Marsilio, si assumano la responsabilità di prendere parola sulla violenza maschile contro le donne quale fatto politico che riguarda tutti i livelli istituzionali ed entrino nel merito della vicenda di Montorio al Vomano in cui il vicesindaco, medico ginecologo, Francesco Ciarrocchi ha votato per se stesso determinando la bocciatura della mozione delle opposizioni, con 7 voti contro 6, che avevano chiesto la rimozione dello stesso Ciarrocchi dall’incarico politico in seguito alla condanna nello scorso novembre a cinque anni di reclusione per violenza sessuale durante una visita ginecologica ad una 19 enne, nel 2020. Una vicenda durissima di vittimizzazione secondaria per la giovane donna, la quale in seguito alla denuncia era stata esposta all’umiliazione della gogna dei social network dai sodali del ginecologo con l’hashtag #iononcicredo.
La Convenzione di Istanbul definisce la violenza contro le donne violazione dei diritti umani e fenomeno strutturale sociale e politico radicato nei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, per cui la vicenda giudiziaria del dottor Francesco Ciarrocchi non può essere considerata un “fatto privato che esula dal mandato di amministratore" come egli stesso, e il Sindaco Fabio Altitonante continuano a dichiarare, sostenendo quest’ultimo che Ciarrocchi resterà al suo posto fino a quando non saranno esperiti i tre gradi di giudizio.
Dagli uomini e dalle donne delle istituzioni le cittadine e i cittadini si attendono rigore e senso di responsabilità. Il vicesindaco Ciarrocchi in palese conflitto di interesse avrebbe dovuto allontanarsi dall' aula e non prendere parte al voto che riguardava la sua esclusione dal consiglio comunale. Soprattutto, egli avrebbe dovuto dimettersi all’indomani della denuncia della donna ed attendere che la giustizia facesse il suo corso.
In Italia, negli ultimi tempi si sono moltiplicate le prese di posizioni maschili sulla violenza contro le donne, quindi auspichiamo che anche nella nostra regione gli uomini delle istituzioni a tutti i livelli prendano parola sulla condotta del vicesindaco Ciarrocchi che ha votato se stesso per rimanere in carica e aprano un discorso con le donne delle istituzioni e delle associazioni impegnate a decostruire la cultura sessista e patriarcale per avviare donne e uomini insieme percorsi culturali di un nuovo ordine sociale fondato sul rispetto delle differenze e l'uguaglianza di genere che parta dall'infanzia, coinvolgendo l'educazione, le politiche pubbliche, il cambiamento culturale e l'impegno individuale.
Il centro di cultura delle donne Hannah Arendt aderisce alle iniziative di protesta delle donne e dei cittadini i byn corso in questi giorni a Montorio al Vomano in solidarietà con la giovane donna che ha denunciato la violenza subìta e contro l' arroganza sessista della maggioranza di governo che si ostina a mantenere in carica il vicesindaco Ciarrocchi condannato in primo grado per violenza sessuale. - Guendalina Di Sabatino, Presidente centro di cultura delle donne Hannah Arendt -