Carceri, il 90% dei detenuti minori non ha completato l'obbligo scolastico

La denuncia del S.PP.: il carcere non può colmare le lacune scolastiche, la formazione va garantita dalle norme

- La Redazione

Carceri, il 90% dei detenuti minori non ha completato l'obbligo scolastico

L'AQUILA - “Oltre 5.000 persone che si trovano in carcere non hanno completato l'obbligo scolastico con numero alto tra i minori, 3.500 sono i casi di analfabetismo a cui si aggiungono almeno 3 mila detenuti in possesso solo della licenza elementare. Basterebbero questi pochi dati a spiegare che l’educazione, innanzitutto formativo-culturale, va fatta prima e non nel carcere, garantendo a tutti i bambini l’educazione scolastica”. Così Aldo Di Giacomo, segretario generale S.PP., spiega le motivazioni della conferenza stampa che terrà martedì 17 marzo prossimo a L’Aquila davanti gli Uffici del Tribunale per i Minori (ore 11).

“Il punto di riferimento di una forte azione di persuasione, che ci spetta a tutti, da svolgere innanzitutto tra le famiglie - aggiunge - è il 'decreto Caivano' che prevede in caso di inosservanza dell’obbligo scolastico una pena sino a due anni di carcere, superando la precedente pena pecuniaria. Non si sottovaluti che l'abbandono scolastico in Italia, seppur in calo, resta tra i più alti in Europa, con un tasso intorno al 10% nel 2024, secondo alcune rilevazioni, posizionandosi sopra la media UE. Il fenomeno colpisce maggiormente i ragazzi, gli studenti con background migratorio e le regioni del Sud. La rieducazione negli istituti penitenziari per minori ed adulti è tutt’altra cosa e comunque sicuramente più efficace se i detenuti sono già in possesso di un’adeguata formazione scolastica che deve essere garantita in età scolare".

"Noi che da sindacato del personale penitenziario conosciamo bene la realtà carceraria vogliamo mettere in guardia perché non è certo in carcere che diventa possibile colmare le lacune scolastiche dei detenuti minori e adulti.  Nonostante gli ultimi dati elaborati dal Ministero della Giustizia mostrano che nell’anno scolastico 2023-2024 sono stati erogati in totale (primo livello + secondo livello) 1.711 corsi scolastici, coinvolgendo 19.250 persone iscritte (di cui 8.965 stranieri) e che la percentuale dei detenuti iscritti che è riuscita ad ottenere la promozione si è attestata al 43,9%, resta alto il numero di detenuti a basso livello di istruzione anche negli istituti per minori. È questo un elemento che, insieme alle attività malavitose di capofamiglia, segna la vita di tantissimi giovani. Fino a prova contraria le leggi si fanno per essere rispettate e se su altri aspetti del 'decreto Caivano' abbiamo una posizione critica sull’obbligo scolastico siamo perfettamente d’accordo. Si tratta di garantire la formazione scolastica dei ragazzi come prima condizione perché non assumano comportamenti di illegalità e criminalità”, conclude Di Giacomo.