Carcere minorile, via al progetto di formazione in cybersicurezza
Prima lezione all’Istituto 'San Francesco d'Assisi'. Proietti: "Offrire loro competenze per il futuro"
- La Redazione
L'AQUILA - Dalla donazione dei computer alla formazione in aula: le competenze digitali entrano nel percorso educativo dei giovani detenuti dell'Istituto penale per minorenni 'San Francesco d'Assisi' dell'Aquila. Questa mattina si è svolta la prima lezione del progetto promosso dalla Cyber Security Foundation in collaborazione con il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità (Dgmc), dedicato alla cultura della cybersicurezza.
Il percorso nasce dal protocollo d'intesa siglato dalla Fondazione con il Dgmc e la Camera penale di Roma e si inserisce nelle attività di riabilitazione e reinserimento sociale dei giovani detenuti. L'obiettivo è offrire un'opportunità concreta di apprendimento e sviluppo di competenze tecniche e professionali in ambito cyber, utili durante la detenzione e in vista del reinserimento lavorativo e sociale, soprattutto per i ragazzi prossimi alla fine della pena.
"La disponibilità di strumenti informatici e l'accesso a percorsi di formazione digitale rappresentano un'importante opportunità per rafforzare la dimensione educativa dei nostri interventi e ampliare le prospettive di reinserimento sociale e professionale. Desidero rivolgere un particolare ringraziamento alla Cyber Security Foundation e alla Camera penale di Roma per la sensibilità dimostrata e per il contributo concreto offerto al sostegno dei percorsi formativi, mettendo a disposizione risorse e competenze che possono tradursi in nuove opportunità per i giovani e per le persone coinvolte nei percorsi della giustizia. Acquisire competenze in materia di cybersicurezza significa, infatti, fornire strumenti utili per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide della società contemporanea e costruire prospettive concrete per il futuro. La collaborazione con la Fondazione testimonia il valore della sinergia tra istituzioni e soggetti del territorio nel promuovere iniziative capaci di coniugare innovazione, formazione e inclusione. Investire nelle competenze delle persone significa contribuire a rendere più efficaci i percorsi educativi e di reinserimento e a sostenere la costruzione di nuove possibilità di vita", ha dichiarato Antonio Sangermano, capo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità.
Le lezioni si svolgono nell'aula didattica interamente donata dalla Cyber Security Foundation e destinata alla formazione digitale. Lo spazio dispone di dodici postazioni informatiche, ciascuna completa di notebook. Alla dotazione si aggiungono tre condizionatori e il materiale didattico per i partecipanti, anch'essi messi a disposizione dalla Fondazione.
L'attività didattica si articola in 200 ore di formazione, supportate da una piattaforma informatica appositamente progettata per rendere i contenuti accessibili e intuitivi. Ogni partecipante può accedere alla risorsa online dedicata attraverso credenziali personali. Il corso prevede livelli crescenti di qualificazione e un esame al termine di ciascun modulo, da svolgere attraverso la piattaforma. Il superamento dei test consente di ottenere certificazioni Nse1-Nse2-Nse3, basate sul DigComp Framework, il quadro europeo delle competenze digitali, relative all'uso consapevole delle tecnologie nella vita personale e lavorativa.
"Il valore di questo progetto si misurerà nella possibilità di usare fuori dall'istituto ciò che si è imparato dentro. Per un giovane detenuto, poter dimostrare una competenza significa avere un elemento concreto su cui costruire un colloquio di lavoro e una prospettiva di autonomia. La cybersicurezza richiede metodo, attenzione alle conseguenze delle proprie azioni e responsabilità verso gli altri: qualità che si apprendono affrontando problemi reali. Il nostro compito è dare serietà a questo percorso, perché alla disponibilità dei ragazzi a mettersi alla prova corrisponda una formazione che abbia valore anche agli occhi di chi, domani, potrà offrire loro un'opportunità. Un sentito ringraziamento va ai partner istituzionali e a quelli tecnologici, Fortinet, Dxc Technology e Tim, che hanno reso possibile questo percorso", dichiara Marco Gabriele Proietti, fondatore e presidente della Cyber Security Foundation.
Alla lezione inaugurale hanno presenziato anche Maria Taraschi, direttrice dell'Istituto penale per minorenni dell'Aquila, e Pasquale De Rinaldis, responsabile del 'Progetto carceri' e componente del Cts della Fondazione.
L'esperienza dell'Aquila si inserisce in un programma che prevede la progressiva estensione della formazione ad altri istituti minorili, tra cui, Nisida, Rovigo, Palermo e Milano, con l'obiettivo di sviluppare un modello replicabile sul territorio nazionale.