Carcere minorile, donati 12 computer per il corso sulla cybersicurezza

Il corso si volgerà in ottobre grazie all'intesa tra il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, la Cyber Security Foundation e la Camera penale di Roma

- La Redazione

Carcere minorile, donati 12 computer per il corso sulla cybersicurezza

ROMA - Dodici computer sono stati donati dalla Cyber Security Foundation all'Istituto penale per minorenni 'San Francesco d'Assisi' dell'Aquila. Le apparecchiature saranno utilizzate per l'avvio dei corsi sulla cultura della cybersicurezza destinati ai giovani dell'Ipm, in programma da ottobre, nell'ambito del protocollo d'intesa siglato tra il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, la Cyber Security Foundation e la Camera penale di Roma. La delegazione della Cyber Security Foundation era guidata dal fondatore e presidente Marco Gabriele Proietti, alla presenza della direttrice dell'Istituto penale per minorenni dell'Aquila, Maria Taraschi.

La donazione rappresenta il primo passaggio operativo del percorso previsto dal protocollo, nato con l'obiettivo di introdurre nei percorsi trattamentali dei minori detenuti una formazione strutturata sulle competenze digitali e sulla sicurezza informatica. Al termine dei corsi, i partecipanti potranno conseguire certificazioni internazionali, utili a valorizzare professionalmente le competenze acquisite. Il progetto prenderà avvio il 5 ottobre dall'Istituto penale per minorenni dell'Aquila e sarà poi esteso ad altri istituti minorili: l'Ipm di Nisida, il Malaspina di Palermo, il Vivaldi di Rovigo, il Beccaria di Milano, con l'obiettivo di costruire progressivamente un modello formativo replicabile su scala nazionale.

L'iniziativa conferma l'impegno della Cyber Security Foundation negli istituti penitenziari. Solo poche settimane fa, nella Casa circondariale di Roma Rebibbia, ha preso il via un altro progetto di formazione in cybersicurezza per persone detenute, con un percorso di 200 ore finalizzato al conseguimento di certificazioni internazionali di cyber security.

"Con questa donazione compiamo un passo concreto verso un obiettivo che ci sta a cuore: dare ai giovani detenuti strumenti reali per costruirsi un futuro diverso. La cybersicurezza è oggi una delle chiavi d'accesso al mondo del lavoro, e vogliamo che anche chi sta vivendo un percorso di detenzione possa acquisirla, certificarla e portarla con sé fuori da qui. Crediamo profondamente che l'inclusione passi anche attraverso la formazione digitale: un ragazzo che impara a proteggere un sistema informatico impara anche a proteggere e ricostruire la propria vita. Questo progetto nasce dalla convinzione che investire nelle competenze dei giovani, anche nei contesti più difficili, sia il modo più efficace per trasformare la pena in opportunità", spiega Proietti.