Campli, la confusione è diventata metodo
Svolta Campli: Incalzati dalle domande del consigliere Fiorà, il sindaco e la sua maggioranza sono andati in palese difficoltà
- La Redazione
CAMPLI - Continua la confusione amministrativa e politica a Campli, e il Consiglio comunale di ieri pomeriggio lo ha confermato ancora una volta. Incalzati dalle domande del consigliere Fiorà, il sindaco e la sua maggioranza sono andati in palese difficoltà. Non su questioni di indirizzo politico, dove il confronto è legittimo e fa parte del gioco. Su questioni elementari: chi firma gli atti, con quale titolo, e con quali pareri.
Da mesi denunciamo che a Campli si governa a strappi, rincorrendo le scadenze e sistemando le carte dopo. Ieri ne abbiamo avuto la prova plastica, davanti al Consiglio riunito.
Mentre in aula si discuteva un atto sottoscritto da un funzionario in veste di vicario, e mentre noi chiedevamo conto della legittimazione a quella firma, l'amministrazione ha pubblicato il relativo decreto di nomina. Non prima della seduta. Durante. Con evidente imbarazzo di chi in aula avrebbe dovuto rispondere e non ha saputo farlo.
Abbiamo messo a verbale tre rilievi.
1. Delibera sui rifiuti. Portata in aula con la sottoscrizione di un funzionario part time in veste di vicario, mentre il responsabile titolare risulta presente in servizio in questi giorni. Per noi manca il presupposto della supplenza e l'atto non era votabile.
2. Trasparenza. Il decreto di nomina non risultava pubblicato nel momento in cui quel funzionario stava firmando. Gli obblighi di pubblicazione non sono un adempimento facoltativo, da recuperare in corsa quando l'opposizione se ne accorge.
3. Piano delle alienazioni e valorizzazioni. Approvato senza il parere dell'organo di revisione.
A questi si aggiungono pareri mancanti o incompleti su altri punti all'ordine del giorno.
Da domani formalizziamo ogni rilievo nelle sedi competenti: Prefettura di Teramo, Corte dei conti (Sezione regionale di controllo per l'Abruzzo) e ogni altra autorità titolata a verificare.
Non è polemica di giornata. Un Comune che ha appena certificato un disavanzo superiore a sei milioni di euro e annunciato il ricorso al predissesto non può permettersi di trattare le regole di formazione degli atti come un dettaglio burocratico. Chi sbaglia le procedure sui rifiuti e sul patrimonio è lo stesso che ha portato i conti dove sono oggi. E quando saltano le procedure, il conto arriva sempre ai cittadini.
Lo Stato eserciti il controllo che gli compete. Su questo Comune serve, e serve ora.
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Gruppo consiliare "Svolta, Campli!"