Calcio Promozione, l'Avezzano dall'inferno inizia la risalita
Pagliarini: "Dipende tutto e soltanto da noi, siamo uniti verso l’obiettivo Eccellenza”
- Walter Cori
di Stefano Vecelio
TERAMO - Dalla polvere di un'estate drammatica, segnata dal terremoto societario che ha trascinato il club dalla Serie D alla Promozione con un doppio salto all'indietro, al trono di un campionato finora dominato a colpi di record.
Quella dell’Avezzano non è una semplice scalata, è una vera e propria storia di Forza e Coraggio. I numeri dei marsicani sono fuori categoria: 98 gol messi a segno, con il duo atomico Dos Santos-Miccichè che ne conta 60 in due, e una difesa che è un caveau, capace di mantenere la porta inviolata per ben 6 partite di fila. Lo 0-0 nel big match contro la Rosetana ha lasciato ancora aperta la bagarre in vetta, con i lupi che guidano a +2 dagli adriatici, interrompendo la striscia di 11 vittorie consecutive, ma evidenziando di contro l’anima di questa squadra.
Una passione testimoniata dai 450 cuori biancoverdi che hanno invaso Roseto, numeri da categorie superiori che spingono il club verso l'unico obiettivo possibile: il ritorno immediato in Eccellenza. La città non si è mai arresa, ritrovando il suo orgoglio grazie a un condottiero che non ha mai abbandonato la nave: Mirko Pagliarini.
- Mister, ripartiamo dalla gara di domenica scorsa contro la Rosetana: cosa è mancato all’Avezzano per vincere?
"L’unica pecca è stata non aver sfruttato quelle 2-3 occasioni limpide che ci sono capitate, per il resto abbiamo lottato, creato buone trame e difeso bene e con ordine: sono soddisfatto della prestazione. È un peccato aver perso Dos Santos nel secondo tempo, per fortuna il suo infortunio non è niente di particolare, credo che quando torneremo in campo dopo la sosta sarà già disponibile”
- A Roseto c’era una marea biancoverde: un pubblico così caloroso è il vostro fattore in più?
"Per noi i tifosi sono importanti, l’avevo detto fin dalla mia prima conferenza stampa: quando vogliamo raggiungere un obiettivo dobbiamo restare uniti e sono loro che ci devono spingere da dietro. Li ringrazio perché le 450 presenze di domenica in Promozione sono tantissime. Nei momenti di difficoltà loro sono stati l’arma in più che ci ha fatto ripartire"
- Dopo la sosta c'è il derby con l’Angizia. Che partita si aspetta?
"I derby sono sempre un po’ complicati, ma noi dobbiamo pensare solo al nostro cammino, senza guardare troppo lontano, affrontando partita dopo partita. Per passare indenni da queste difficoltà dobbiamo continuare a vincere, ad essere 'cattivi' e propositivi. L’importante è uscire dal campo avendo dato il massimo"
- Calendario alla mano, c’è una sfida che la spaventa di più in questo rush finale?
"Tutte nascondono insidie. Forse sulla carta la più semplice sarà quella di Paganica perché sono già retrocessi, ma per il resto ce le dobbiamo giocare tutte. Dipende sempre da come le approcciamo mentalmente"
- State riscrivendo il girone A con numeri da record: qual è il segreto di questa squadra?
"La vera forza è la società, il direttore, lo staff, il team manager Marco Romano e tutti quelli che lavorano dietro le quinte, dal magazziniere al fisioterapista. In campo i protagonisti sono i giocatori, ma non dimentichiamoci di chi non ci fa mancare nulla e ci mette in condizione di pensare solo a giocare: i meriti maggiori vanno soprattutto a loro"
- Mancano 5 partite e la corsa al titolo è ancora apertissima: a questo punto della stagione cosa serve per vincere?
"Molto semplice: vincerle tutte. Dobbiamo stare tranquilli, il gruppo è unito per un obiettivo che ci siamo prefissati già da agosto. Abbiamo il destino nelle nostre mani"
- È presto per parlare di futuro?
"Io mi trovo bene qui, con lo staff e con la gente. Non ci sono motivi per cui non debba rimanere, ho ancora 3 anni di contratto e il mio obiettivo attuale è vincere il campionato. Ora sono focalizzato solo su questo, poi ci sarà tempo per parlare del futuro".