Calcio Promozione: "Campitelli a Roseto è Ronaldinho a Ravenna"

Lo afferma l'attuale presidente Franco Caporaletti che sarà avvicendato da Luciano Campitelli

- La Redazione

Calcio Promozione: "Campitelli a Roseto è Ronaldinho a Ravenna"

di Stefano Vecellio

TERAMO - Luciano Campitelli è pronto a rimettersi in gioco. O almeno, è quello che si aspettano a Roseto. Dopo gli anni vissuti da protagonista alla guida del Teramo e dopo i successi ottenuti nel calcio professionistico, l’ex presidente biancorosso potrebbe infatti ripartire dalla Promozione, come nel lontano 2008, al fianco dell’Universal Roseto. Un’operazione che, nelle parole del presidente dei rosetani Franco Caporaletti, sarebbe ad un passo dalla conclusione e potrebbe cambiare le prospettive e le ambizioni della società biancazzurra. Ma mentre si lavora per definire l’ingresso di Campitelli, l’Universal si prepara all’esordio casalingo nel girone A, domenica contro il Real Castelnuovo. Linea green e salvezza tranquilla: questi sono gli obiettivi immediati del sodalizio rosetano che, a piccoli passi, potrebbe sognare anche più in grande.

  • Presidente, partiamo dalla notizia che sta facendo più rumore: Luciano Campitelli è pronto ad entrare nell’Universal Roseto. Cosa rappresenterebbe per voi il ritorno nel calcio di una figura che ha vissuto anni importanti nel professionismo?

“Portare Campitelli in società non è facile. Conosciamo la forza di un presidente che, quando entra, vuole cambiare le carte in regola. Ed è giusto che sia così, perché parliamo di un presidente vincente, che ha fatto professionismo. Io mi auguro che possa entrare e stare al mio fianco per costruire non soltanto il presente, ma soprattutto un futuro calcistico a Roseto. Per me sarebbe come portare Ronaldinho a Ravenna: una cosa che mi darebbe tanta soddisfazione”.

  • A che punto siete con l’operazione?

“Con Luciano ho da anni un rapporto di lavoro e, nel tempo, si è creata anche un’amicizia. Proprio attraverso questo rapporto sto cercando di dargli lo stimolo per ricominciare dalla Promozione. Una volta trovato quello stimolo, mi auguro che la cosa possa andare a buon fine. Per adesso posso dire che le parti sono molto, molto vicine. Naturalmente lascio a lui la conferma ufficiale nei prossimi giorni”.

  • La stagione, intanto, è partita con il passaggio del turno in Coppa Italia contro il Sant’Omero Palmense. Un segnale positivo?

“Sicuramente è stato un buon inizio. Ci ha dato fiducia e ci ha permesso di presentarci alla prima giornata con maggiore convinzione. Adesso, però, dobbiamo pensare al campionato e alla sfida con il Real Castelnuovo”.

  • Il girone A quest’anno si prospetta molto equilibrato. Qual è il vostro obiettivo?

“È vero, non ci sono squadre ammazza campionato, ma questo non significa che sarà facile. Anzi, penso che tutte le squadre siano ben organizzate e faranno un campionato molto agguerrito. Per questo bisognerà affrontare ogni partita con grande attenzione. Noi abbiamo vissuto una fase di ripartenza con tanti dubbi. Avevamo programmato anche qualche fusione, poi tutto è saltato. Alla fine siamo ripartiti io e il dottor Giovanni Mannella e abbiamo costruito una squadra pensando a una salvezza comoda. Vogliamo evitare di soffrire come lo scorso anno”.

  • Avete puntato anche su un cambio in panchina.

“Abbiamo scelto Valentini, un ragazzo giovane che ci ha dato la sua disponibilità e soprattutto la volontà di lavorare con i giovani. È una scelta precisa, coerente con la prospettiva che ci siamo dati come società”.

  • C’è poi una sfida che va oltre il campo: quanto è difficile far attecchire il calcio in una città che vive soprattutto di basket?

“È una realtà con cui dobbiamo confrontarci, ma non dimentichiamo la storia. La Rosetana Calcio ha giocato anche in Serie C e Roseto ha una tradizione calcistica importante, con giocatori che sono arrivati fino alla massima categoria. Il calcio, quindi, non è un corpo estraneo a questa città”.

  • Che cosa serve per riportare quella passione allo stadio?

“Bisogna ricreare entusiasmo. E riportare entusiasmo significa anche riportare tanti giovani e tanti tifosi al campo. È questo uno degli obiettivi che ci poniamo. Vogliamo costruire qualcosa che possa durare nel tempo”.

  • E l’eventuale arrivo di Campitelli potrebbe rappresentare proprio l’acceleratore di questo progetto?

“Mi auguro di sì. Una figura come la sua porta esperienza, mentalità e ambizione. Ma soprattutto può aiutare a costruire un futuro. Questo è quello che mi interessa: non fermarci all’oggi, ma provare a dare una prospettiva al calcio di Roseto”.