Calcio giovanile, il Teramo e la Bonolis accendono il futuro
La bella favola di Benedetta Marra che fa sognare
- La Redazione
di Stefano Vecellio
TERAMO - I motori del futuro si accendono oggi al Campo Acquaviva. La FC Bonolis scatta per il suo tredicesimo anno di attività con un Open Day dedicato a tutti i ragazzi che vogliono iniziare a misurarsi con il pallone. Dalle 15:30 alle 18:30 sul campo sfrecceranno i nati dal 2010 al 2015: "Oggi conta solo divertirsi, vista la loro giovane età - spiega Luca Di Domenico, responsabile tecnico e dirigente del club -. Insieme ai tanti esordienti ci sono ragazzi che abbiamo già visionato durante l’anno. Questa giornata è fondamentale anche per parlare con i genitori, spiegare il nostro progetto e capire le loro aspettative".
È lo spin-off perfetto prima di passare ai più grandi: l'8, 9 e 10 luglio il Teramo Calcio prenderà il testimone con tre giornate di Open Day dedicate ai ragazzi dal 2009 al 2012, nelle quali si parlerà di campionati agonistici e di inserimenti nel settore giovanile biancorosso, sempre a stretto contatto con le famiglie. Una ripartenza che comincia seguendo le orme dei prestigiosi traguardi raggiunti lo scorso anno. Dietro la Bonolis c’è stata infatti una stagione da incorniciare, dove si è lavorato sui giovani a 360 gradi. "Il nostro compito è far crescere questi ragazzi nello sport, ma soprattutto educarli e accompagnarli nella vita", sottolinea Di Domenico. Il club li ha messi alla prova nei campionati provinciali e in tornei nazionali e internazionali, alzando l'asticella dell'esperienza. Ma il lavoro va oltre il campo: "Abbiamo organizzato incontri con uno psicologo per affrontare e risolvere insieme le problematiche emerse con alcuni ragazzi".
In un’epoca in cui i valori dello sport rischiano di sbiadire, la Bonolis fa da scudo, anche contro le esasperazioni delle famiglie. Di Domenico va dritto al punto: "Lo dico sempre: spesso vanno educati prima i genitori. A volte sono esasperati e ansiosi per i risultati sportivi dei propri figli e proiettano su di loro troppe aspettative. Io credo che debbano lasciarli vivere lo sport per quello che è a questa età: divertimento assoluto, senza alcuna pressione". Una barriera sana anche contro l'isolamento tecnologico: "I ragazzi di oggi passano troppo tempo su smartphone e social, esposti a contenuti troppo maturi per la loro età. Lo sport è il vero volano per insegnare regole e comportamenti corretti. Nella società attuale, dove entrambi i genitori lavorano e il tempo a disposizione è poco, il campo diventa un aiuto educativo enorme".
E quando le regole incontrano il talento, nascono le favole. Come quella di Benedetta Marra. Il suo è un salto da gigante: dopo due stagioni all'Arezzo ha firmato con la Fiorentina e giocherà nel prestigioso Viola Park in Primavera 1 Women. Una storia che rende orgoglioso il Cilento – dato che Benedetta è figlia di genitori originari di Petrosa e Metoio di Ceraso, pur vivendo oggi in Abruzzo con la famiglia – ma che urla a gran voce le sue radici teramane. Benedetta viene infatti da Villa Mosca, dove da bambina sfidava i compagni proprio nel campetto di quartiere, prima di muovere i primi veri passi nel calcio che conta. Ed è proprio questa l'ispirazione più bella per i bambini che oggi correranno all'Acquaviva, sognando un giorno di essere al centro dello spettacolo con lo spirito di periferia.