Calcio D/F, il Teramo sa anche perdere meritandolo (1-2)
L'Atletico Ascoli conferma proprio al Bonolis che avrebbe dovuto fare un campionato diverso
- Walter Cori
TERAMO - Nulla da dire.
Il risultato è giusto ed il Teramo, andato al riposo "solo" sullo 0-2 (c'era anche stata una traversa per i marchigiani), non è riuscito a rimettere in piedi una gara che non avrebbe comunque meritato di pareggiare.
L'amarezza della prima sconfitta stagionale dopo 16 risultati utili, dinanzi a 2.615 spettatori, non viene addolcita neppure dai risultati parzialmente positivi di Ostiamare e di Notaresco, con L'Aquila tornata invece alla riscossa, avendo recuperato complessivamente 7 punti sulle prime tre.
Perchè così in affanno il Teramo e perchè così tanto bene l'Atletico Ascoli?
Difficile dare risposte certe, con Pomante che era tornato allo standard: Sereni dall'inizio e Borgarello in panchina rispetto a Recanati. Aggiungiamo che non è stata neanche la migliore domenica di Torregiani, ma siamo ai dettagli ed il ragazzo non merita critiche in assoluto: in realtà la squadra di Seccardini, pur sbloccandola direttamente su punizione, ha poi raddoppiato con Minucucci ma due minuti prima aveva colpito anche una traversa con Sardo, giocando una palla in campo aperto, "alla Teramo".
Nella ripresa non è bastata tanta buona volontà da parte dei biancorossi per rimetterla clamorosamente in piedi anzi gli ascolani, prima di pensare quasi esclusivamente a chiudersi, colpivano un altro legno con l'autore del secondo goal, Minicucci.
Il rigore trasformato da Fall (in campo per Persano dall'undicesimo della ripresa) per un fallo subito molto astutamente da Angiulli, non è stato sufficiente per rimetterla in piedi, anche se lo stesso attaccante ne ha reclamato un secondo ad una manciata di minuti dalla fine. Ha esordito anche il neo acquisto Mariani, che ha sostituito Sereni, ma questa era la gara meno indicata per lui, che pure si è fatto vedere. Il mister del Teramo ha anche buttato nella mischia Kunze per Salustri, ma la partita aveva già delineato un'impronta difficile da rendere non marcatamente visibile.
Un peccato, ma se si perde meritandolo, le recriminazioni non servono davvero a nulla.
Oggi è andata così e, come già scritto, poteva anche andar peggio: per la classifica s'intende.